Ah, Cachemire

Trip Start Dec 30, 2007
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Trip End Ongoing


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Flag of India  , Jammu and Kashmir,
Tuesday, May 27, 2008

Arrivo a Srinagar.

Mi pareva un incubo durante il quale ero sotto esame. Degli uomini tutti vestiti di bianco, con la barba folta e con un berrettino di merletto pure bianco, si erano messi a semicerchio in modo da poter parlottare ed al tempo stesso scrutarmi. E purtroppo, avevano il cipiglio che hanno i professori quando l'esame va male.

Al contrario dei sogni però, qui potevo svignarmela e così sono andato dritto per la mia strada, tra macellerie che esponevano pezzi di agnello squartati e tra buche fangose. A Delhi aveva piovuto in quei giorni, cosa che non capita mai in Maggio e che tutta la città salutava come una benedizione.

Nella capitale indiana siamo ospiti di Riccardo, in un appartamento del quartiere borghese ed in stile occidentale di Nizamuddin Est MAX ON THE LAKE
MAX ON THE LAKE
. Neanche fossi stato in un libro di Harry Potter, era bastato attraversare una larga strada per trovarmi nel quartiere popolare mussulmano di Nizamuddin West. In cento metri sono cambiate le facce ed i vestiti, i piatti proposti nei ristoranti di strada, i negozi. Il concetto di 'identità clturale' mi è apparso chiarissimo.
Questo è stato il vero inizio del nostro viaggio in Cachemire, quasi esclusivamente mussulmano.

Neppure una settimana prima, c'era stato un attentato a Jaipur che aveva ucciso decine di induisti: uno di quegli attentati che periodicamente gli estremisti fanno nel mondo. Ma se c'era tensione a Nizamuddin West, non traspariva. Le strade erano affollate (soprattutto da uomini) ed i fedeli entravano ed uscivano numerosi dalle moschee. Molti ridevano e scherzavano, alcuni mi fissavano anche perché in mezzo a quella folla vestita di bianco e con la carnagione olivastra, saltavo agli occhi come una mosca bionda.

Nella mia esplorazione casuale, ho seguito titubante una folla che entrava ed usciva da una stradina, una specie di tunnel nelle case mezze dissestate. C'erano dei negozietti che vendevano di tutto. Le scritte non erano quelle illegibili in hindi, ma quelle illegibili in urdu (ossia praticamente in arabo): che non era una gran differenza per me PATH TO OUR HOUSE BOAT
PATH TO OUR HOUSE BOAT
.

Quello che avevo preso, era il passaggio per accedere alla moschea principale del quartiere, una delle principali di New Delhi, di cui ora non ricordo il nome (e tanto non ve ne ricordereste manco voi, dopo averlo letto).
Quello che mi ha stupito, è che ai miei occhi profani mi pareva di avvicinarmi ad un templio indù. Ad esempio, anche qui decine di negozietti vendevano fiori per le offerte e proponevano di lasciare le scarpe.

Il templio all'interno dava la sepoltura a numerosi 'santi' o grandi uomini mussulmani. Attorno a due tombe in particolare, erano stati costruiti dei templi più piccoli; ed era uno di questi due che la gente venerava in particolare.

Come gli altri, mi sono seduto a terra sul lastricato di marmo bianco e sono rimasto là per un'oretta ad osservare cosa succedeva. Un vecchio suonava l'armonium come nei templi induisti. I fedeli si coprivano il capo ed entravano nel templio più piccolo per recitare le loro preghiere. Altri, le recitavano proprio accanto a me. Nessuno sembrava far caso alla mia presenza. Alcuni uomini facevano aria sulla folla con enormi ventagli FLOATING MOUNTAINS
FLOATING MOUNTAINS
. Ne volevo comprare uno e chiedere a Lenka di farmi aria nelle notti afose, ma rischiavo di doverlo usare io e quindi ho lasciato perdere.

Quando sono uscito, mi sono fermato a bere un 'chai' nello stretto passaggio affollato, per assorbire quel mondo tutto nuovo per me.


Pochi giorni dopo, eravamo alla stazione di New Delhi per iniziare il nostro terzo ed ultimo giro dell'India. La prima volta avevamo dato il via al giro del Rajastan, la seconda volta eravamo partiti per Herakan (da dove siamo andati in Nepal e Sikkim). Questa volta, ci lanciavamo alla scoperta della regione del nord: del Cachemire e del Ladak. Prima tappa: Srinagar.

Il viaggio per Srinagar è durato quasi 24 ore. Il treno notturno ci ha portato a Jammu, da dove abbiamo trovato una jeep. Purtroppo erano rimasti solo i due posti a sedere in fondo al portabagagli.
Ed eccoci di nuovo su strade di montagna, questa volta ripide e brulle, quasi sabbiose. Su e giù e giù e su, destra e sinistra, frena e vai, prendi la buca ed il sasso... Dopo dieci ore, mi sentivo come una mela in un frullatore impazzito SHEEPS SHIFT
SHEEPS SHIFT
.
Poi abbiamo attraversato una lunga galleria a senso unico, larga poco più della macchina, di quelle che fanno paura perché sono senza luci e ti chiedi che fai se per caso la macchina si rompe. Ma dopo alcuni minuti, con nostro grande sollievo, siamo usciti ed il panorama era completamente diverso. Siamo scesi in un altipiano fertile e verdeggiante, tanto amplio che nell'atmosfera leggermente umida non si vedevano le montagne che lo delimitavano.
Eravamo nella valle del Cachemire.

In un paesino sulla strada, mi pare Awantipur, abbiamo visto un negozio abbastanza singolare che vendeva solo mazze da criket.
"Strano", ci siamo detti. Al centesimo negozio che vendeva solo mazze da criket, però, mi sono deciso di chiedere al tipo seduto accanto a me. Il che era un avvenimento, perché in quella macchina nessuno diceva nulla dalla partenza.
Mi ha spiegato che qui in Cachemire c'è un legno particolare, che è perfetto per le mazze da criket. Ho pensato di comprarne una per farmi rispettare da Lenka 'quando ci vuole', ma poi ho pensato che avrebbe potuto usarla lei, ed ho lasciato perdere anche stavolta.

Abbiamo proseguito per più di un'ora e mezza attraverso la valle, prima di giungere a Srinagar GOOD FOOD AT HOME
GOOD FOOD AT HOME
. La città sorge attorno al lago Dal, ampio e poco profondo, ed in parte sorge anche nel lago. I numerosi isolotti sono infatti abitati e coltivati, e soprattutto ci sono decine e decine di 'house-boat', ossia di imbarcazioni che sono veri e propri appartamenti galleggianti.

La quasi totalità di queste house-boat sono diventate guest house, appartenenti ad altrettanti proprietari. La lotta per accaparrarsi i clienti, è spietata. È inutile dire che un turista occidentale che arriva a Srinagar, è come una volpe che entra nel 'Club della Caccia alla Volpe'.

Ci hanno avvistato mentre eravamo dentro la jeep, ci hanno inseguito con la moto e ci parlavano attraverso il finestrino. A volte, passavamo un incrocio e gruppi di gente urlavano all'autista di fermarsi. Ma non era un urlo come quando la Roma entra all'Olimpico, era un urlo come quando la Roma entra al Meazza. Del tipo "Ehi autista, mollali qua che ce li spolpiamo con tutti i calzini di dopo 24H di viaggio!". Sapevamo che erano soprattutto 'procacciatori' senza scrupoli, nessuna intenzione di andare con loro.

Con una buona dose di fermezza siamo riusciti ad arrivare in riva al lago Dal, stremati FOGGY MORNING
FOGGY MORNING
. Si è avvicinato un ragazzo la cui famiglia aveva due house-boat proprio là vicino. Quella destinata ai turisti era occupata, ma nell'altra dove viveva con la famiglia c'era una stanza vuota. Il sole cominciava a scendere sul lago. La moquette nelle stanze era pulita. Anche bagno e cucina erano puliti. Era tutto quello di cui avevamo bisogno. Ci siamo fermati.

Hanno messo due materassi a terra. Ci hanno preparato una cena eccellente, il che non ci ha stupito perché ogni volta che abbiamo mangiato in casa di un indiano il cibo è stato sempre squisito. Troppo stanchi per pensare ad altro. Una doccia, e a nanna. Subito.



Una giornata a pesca.

Il pontile che portava alla nostra house-boat era fatto di assi di legno irregolari, rese lisce da anni di sole, pioggia e gelo. Arrivati in fondo, si apriva uno specchio di lago ristretto da canneti ed altre house-boat. L'umidità saliva dall'acqua e la nebbia era spessa anche al buio del mattino presto. Da già quasi un'ora risuonavano le preghiere dai megafoni delle decine di moschee tutte attorno KASHMIR MOUNTAINS - 1
KASHMIR MOUNTAINS - 1
.

Srinagar è una città di un milione di abitanti, quasi completamente mussulmana. E se dell'islamismo ho visto poco e nulla, ho potuto percepire la forza della fede di queste parti. Tutti hanno oggetti religiosi in case e negozi; le moschee sono ovunque e sono frequentate; la gente prega, ad esempio mentre lavora.

Sono rimasto alcuni secondi sul pontile ad ascoltare, poi sono rientrato rapidamente in camera. Erano le cinque meno cinque, dopo pochi minuti sarebbe arrivata la macchina prenotata per la giornata. Ormai eravamo in quella house-boat da quasi una settimana, il tempo passa velocemente sul lago Dal.

Quando dopo un'ora percorrevamo le strade dell'altipiano, il paesaggio alla luce del mattino era quello degli Appennini a Novembre, quando gli alberi sono solo profili scuri nella nebbia. Noi speravamo che il cielo sarebbe diventato sereno in montagna, dove eravamo diretti per la prima giornata di pesca della nostra vita. Anche se saremmo semplicemente rimasti a guardare.

Ed infatti all'improvviso, lungo la strada in salita, è stato come se si aprisse una tenda: il blu è apparso intatto. Tipo quando decolli in aereo e sbuchi sopra le nuvole.

In macchina con noi c'era Kalim, il figlio maggiore della famiglia che ci ospitava, l'autista che aveva affittato la macchina ed un altro pescatore. Quest'ultimo è sceso a metà strada perché voleva andare a pescare in un punto diverso del fiume, lo avremmo recuperato a fine giornata KASHMIR MOUNTAINS - 2
KASHMIR MOUNTAINS - 2
.
Lenka ed io avevamo pagato metà della locazione della macchina per la giornata, ossia quasi 40 euro, il che ci era sembrato giusto.
Ci era sembrato.
In più, avevamo pagato circa 10 euro "per il cibo ed il resto". Il resto? Quale resto?

Ci siamo fermati accanto ad un ponte che scavalcava un torrente, largo una decina di metri, basso e pieno di rocce grandi e tonde che infrangevano l'acqua e creavano centinaia di cascatelle e zone di acqua più calma.. Il paesaggio era così bello che abbiamo capito una delle ragioni dell'attaccamento non descrivibile di quella gente verso la loro terra. Mi ricordava i paesaggi alpini. I fianchi delle montagne che salivano dal torrente erano terrose ma a volte così ripide che un uomo sarebbe potuto salire solo con l'aiuto delle mani. Erano coperte da pini alti e dritti tranne su certi intervalli erbosi, quando dei torrenti sottili come tratti di matita li rigavano e rotolavano giù una cascata dopo l'altra. La sera prima aveva nevicato. Le cime erano bianche. Il cielo era azzurro. Mi sa che il Cachemire tifa per la Lazio.

Non so se avete mai pescato trote. Lenka ed io eravamo pronti a star seduti tutta la giornata, magari schiacciare un pisolino. Ma abbiamo rapidamente scoperto che l'arte consiste nel lanciare tre o quattro volte l'esca in un punto del fiume dove l'acqua è più calma, per poi spostarsi. Insomma, un trekking lungo un torrente.


Avevamo una sola licenza di pesca per la giornata DISCUSSION BY THE RIVER
DISCUSSION BY THE RIVER
. Quindi Kalim pescava, mentre Lenka, io e l'autista lo seguivamo. E così avrebbe dovuto essere tutta la giornata.
Avebbe.

L'autista prende in mano la canna. "Sarà per provare", penso. Ma Kalim tira fuori una lenza e comincia a pescare con quella. Dopo un'ora, ci è venuto un leggero sospetto che l'autista fosse anche un compagno di pesca, e che quindi la nostra metà di locazione pagata fosse... diciamo una delle tante 'spese nascoste' che ci si trova a pagare in Cachemir.

Gli abitanti del Cachemir sono i più grandi commercianti del mondo: riescono a venderti le mutande che porti addosso. Hanno una capacità incredibile a captare la fiducia della gente da un lato, e dall'altro sanno tirarti fuori tutti i soldi che possono lasciandoti contento.
Per esempio, Kalim e la sua famiglia ci ha davvero aiutato a trovare quello che cercavamo. Non ci spingevano mai ad acquistare, semplicemente trovavano il modo di proporre, proporre, proporre. Ed ogni tanto, proponevano cose che ci interessavano. Ma con un fare così disinteressato che ci dava fiducia, come si lascia filare la lenza ad un pesce che ha morso all'amo. E solo dopo ci siamo resi conto delle commissioni che prendevano ON THE ROCK...
ON THE ROCK...
. D'altronde, la loro famiglia (otto persone) viveva di quello.

"Anche stavolta, ci hanno fregato", ho detto a Lenka che mi ha risposto "certo, che credevi?".
Ma anche stavolta, ero contento: era magnifico, non avremmo visto un posto come quello altrimenti.

Ma presto, è sembrato che la giornata prendesse una brutta piega. Due signori avevano risalito il fiume e si erano avvicinati. Erano l'equivalente di due guardie forestali, controllavano i permessi per la pesca.

Si devono esser detti cose simili.
"Fate vedere i permessi", ha chiesto quello che era evidentemente il capo.
"Eccolo, tutto in regola", ha risposto Kalim.
"Tutto in regola un corno: anche tu pescavi, con la lenza", ha ripreso il Capo
"Ma quale lenza", si è offeso Kalim che aveva l'amo che gli pendeva dalla tasca.
"Lasciamo stare! Ma fatemi vedere quella canna da pesca... E due infrazioni! Pescate con il cucchiaino" (ho poi scoperto che l'esca chiamata "cucchiaino" è vietata).
"Ma via, abbiamo preso solo due trote da stamattina..." insiste Kalim
"Ricordate che il massimo è di sei trote...."

Nel pieno della animata discussione, l'altro controllore, col vestito rattoppato, aveva preso la canna in mano FISHING POLICE
FISHING POLICE
. Se l'era guardata, e calmo calmo si era avvicinato al fiume. D'accordo, in India nulla deve sorprendere. Ma quando si è messo a pescare (col cucchiaino) francamente mi sono sorpreso.

Dopo altri minuti di animata discussione, il Capo si è allontanato. E Kalim gli ha urlato dietro:
"Magari prendiamo più di sei trote..."

Il Controllore era rimasto con noi. Kalim aveva tirato fuori di nuovo la sua lenza. Non capivo bene cosa stesse succedendo.

Dopo forse un'ora, siamo tornati verso la macchina. Si è avvicinato un altro uomo. Ha parlottato con Kalim, poi è venuto verso di noi.

"Sono responsabile di tutta la zona per la pesca", ci ha fatto.
"Questo ora li fa neri", ho detto a Lenka. "Che sfortuna, abbiamo beccato pure il responsabile".

In realtà, nella complicata struttura dei 'Controllori di Pesca' del Cachemir, questo uomo era agli ordini del Capo di prima ed era responsabile del Controllore che pescava con noi. Insomma, era un Sotto-Capo che si era spacciato per Mega-Capo.

Mi aspettavo che Kalim ripiegasse la canna con una salata multa, e che il Controllore fosse preso a calci nel culo per essersi messo a pescare con noi FLOATING MARKET
FLOATING MARKET
.
Ma devo ammettere che, anche se in India nulla deve sorprendere, sono stato di nuovo sorpreso quando anche Sotto-Capo si è unito alla allegra brigata, senza fiatare né sull'uso del cucchiaino né sul numero dei pescatori né sul numero dei pesci che aumentava nel cesto di vimini.

Ero francamente confuso. Ma quando Controllore si è messo a pulire i pesci pescati ed è stato rimproverato da Karim per non averlo fatto bene, le cose son diventate più chiare. E quando Sotto-Capo si è incaricato di portare il cesto con i pesci, avevo capito. Era stata tutta una scena, dall'inizio.

"Li conosco benissimo, sono sempre loro" mi fa Kalim. "Guadagnano una miseria, mi fa piacere dargli qualcosa. Meglio a loro che al governo". Uno slogan che potrebbe essere italiano.
Erano tutti regolarmente a libro paga. Quella giornata gli sarebbe fruttata circa 30 euro in tre.
Ecco che cosa erano le altre spese, "il resto" al quale avevamo partecipato.

A fine giornata avevamo pescato circa 25 trote, mentre sul referto (firmato) c'era scritto sei KALIM AT HOME
KALIM AT HOME
. Ci siamo fatti le foto tutti assieme. Quando abbiamo accompagnato Sotto-Capo a casa, questi si era seduto accanto a Karim e lo abbracciava. C'è un accordo per tutto, basta che ognuno reciti il suo ruolo. Così è il Cachemir, così è l'India.


Al rientro nella house-boat, come ogni sera ci siamo seduti a gambe incrociate sulla moquette del salone. Il papà ha posato la tovaglia di fronte a noi con un sorriso e l'ha imbandita. Poi ci ha presentato riso bianco e vari legumi preparati in modo succulento. Abbiamo chiacchierato della giornata e riso.



Altri episodi a Srinagar.

"Gli anni della guerra sono stati anni neri", ci raccontava una volta il papà mentre addentavamo frittata e pane fresco. Come ogni mattina, facevamo colazione seduti sul pavimento di linoleum della cucina, ordinata e pulita.
"Nel '93 non c'era nessun turista. Nessuno. Per mangiare abbiamo dovuto vendere i mobili della house-boat in affitto. E non era bastato: abbiamo chiesto aiuto ai turisti occidentali con cui eravamo diventati amici".
"Ci hanno aiutato", ha concluso il papà con un misto di riconoscenza ma anche di orgoglio, perché nella sua vita si era guadagnato la fiducia di tanta gente.
È difficile venire a Srinagar e non pensare o parlare della guerra con il Pakistan GUESS WHO?
GUESS WHO?
. Ci sono caserme ovunque ed i soldati sono in ogni angolo della città. Chi entra in qualsiasi edificio pubblico o templio indù è più controllato che se prendesse un aereo.
Anche se la guerra sembra lontana: infatti il clima che si respira è tranquillo, i soldati sono rilassati e chiacchierano volentieri, i turisti indiani sono centinaia (quelli occidentali, invece, ancora pochissimi).

Insomma, quella famiglia aveva conosciuto momenti difficili e si vedeva che capivano il valore dei soldi. Tra l'altro, si capiva nel modo in cui la barca era mantenuta. Per esempio, non c'era il riscaldamento. Nei freddi inverni, anche in casa, per star caldi gli abitanti portano un 'poncho' molto largo sotto il quale tengono con le mani un bracere. I giorni più freddi, stanno seduti col braciere tra le gambe e basta.

Oppure, anche il meccanismo per riscaldare l'acqua era 'artigianale'. In un grosso contenitore di plastica di due o trecento litri, era stata messa una resistenza. Per accenderla? Niente di più facile.
"Ecco, basta che connetti e disconnetti i cavi così", mi fa un membro della famiglia. Dalla resistenza immersa in acqua, venivano fuori due cavi elettrici le cui estremità erano state scoperte e piegate ad uncino SUNSET BY THE LAKE
SUNSET BY THE LAKE
. Bastava agganciarle alle due estremità scoperte ed ad uncino dei due cavi elettrici direttamente connessi ad un traliccio che passava sopra la house-boat.

"Scusa, se ci eravamo dimenticati di dirti di staccare i cavetti quando fai la doccia", e li ha sganciati con una serie di scintille. "Anche a noi sorprende sempre, quando accade che prendiamo la scossa", aggiunge con un sorriso.

Tutte queste spiegazioni le avevo avute perché nell'aprire il rubinetto di ferro dell'acqua calda, tutto insaponato, avevo preso la corrente. E loro, semplicemente si erano dimenticati di dirmelo... Certo che la house-boat è tutta di legno, però... mi sono cacato sotto.


Tuttavia, i tempi sono cambiati: il turismo è tornato a Srinagar e con lui i soldi. E non importa se qui sono mussulmani e se i turisti sono soprattutto induisti.
Ma attorno alle zone turistiche, tutto è ancora indietro nel tempo. In questo periodo dell'anno, ad esempio, la città era attraversata da greggi di pecore e da famiglie con asini e cavalli carichi di vettovaglie TRIP ON THE DAL LAKE
TRIP ON THE DAL LAKE
. Erano i pastori che dalle pianure salivano alle montagne, in quella transumanza che da noi è solo un ricordo storico. Passavano proprio sulle sponde del lago, e la loro presenza stonava con le chiassose famiglie indiane con videocamere che salivano a bordo delle barche per fare un giro del lago.

Una delle più importanti attrazioni turistiche, è una passeggiata in "shikara", l'imbarcazione tradizionale di Srinagar. Piatta e larga, è ideale per le acque poco profonde del lago. Per i turisti esistono shikare in versione 'deluxe', ossia con parasole e grandi cuscini. La passeggiata nel silenzio del lago, quando nessun venditore ti abborda con la sua imbarcazione per proporre le cose meno immaginabili, è uno dei ricordi più belli di Srinagar.
A volte il barcaiolo canta canzoni o recita preghiere. Altre volte meno fortunate, accende la radio, di quelle piccole e gracchianti che la gente portava allo stadio. Ancora un po' e Lenka gli saltava addosso per spaccargliela in testa; l'ho convinta a chiedere semplicemente di spegnerla.


Insomma, Srinagar è stato per noi un soggiorno piacevole e quando ci siamo accorti di dover andare via erano già passati una decina di giorni WATER HEATING
WATER HEATING
. La stazione degli autobus era al solito terrosa e piena di confusione, anche se erano solo le 7 del mattino.

Eravamo diretti verso il Ladakh, la provincia orientale della regione di "Jammu & Kachmir". Un mondo completamente diverso, avevamo letto. Di nuovo lasciavamo la realtà mussulmana per entrare in una terra abitata dalle minoranze buddiste-tibetane.

Avevamo prenotato i primi posti nel pullman, subito dietro l'autista.

Per fortuna...
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