Meherangarh ed altre cose illogiche.
Trip Start
Dec 30, 2007
1
41
84
Trip End
Ongoing
Il marchio inconfondibile di Jodhpur, ragione che sarebbe sufficiente a venire fino qui, Ë il Meherangarh, la sua fortezza, inerpicata su una altura rocciosa tondeggiante. » un gigante accovacciato su una distesa di case basse ed azzurre. Le sue proporzioni sono sballate rispetto alla citt+, Ë come se fosse la residenza dei titani indiani, affianco a quella dei comuni mortali.
Ci siamo ritrovati a naso a naso con il Meherangarh la sera del nostro arrivo, quando siamo saliti sulla terrazza dell'hotel per cenare (tutti gli hotel indiani hanno una terrazza - ristorante) Una massa scura enorme, come un'onda che stesse per infrangersi sulla nostra testa e sulla citt+.
Nel Rajastan si fa indigestione di forti, ce ne sono ovunque. Ma tra tutti, questo Ë quello che pi_ mi ha impressionato. Il mattino dopo il nostro arrivo, Lenka ed io ci siamo avviati impazienti verso la ripida salita che porta al Meherangarh. C'era il solito paesaggio indiano urbano: le mucche ci guardavano indifferenti, i rik-shaw ci chiedevano dove andavamo, un bimbo accovacciato faceva i suoi bisogni nel canale di scolo al lato della strada, un indiano ci giurava che voleva farci vedere casa sua senza venderci nulla e che "India - Czech Republic good relations".
Visto da sotto, il forte era ancora pi_ grande, tanto da non riuscire a farlo stare nelle foto. Abbiamo preso il solito biglietto di ingresso da turisti, circa 20 volte pi_ caro rispetto al prezzo pagato da un indiano, e siamo entrati. Compreso nel prezzo, c'era una utilissima audioguida in "many languages". Ho potuto persino averne una in italiano! Lenka ha provato a chiederne una in Ceco, ma vista la risposta, probabilmente le "good relations" con l'India possono ancora migliorare...
Descrivere la nostra giornata nel forte sarebbe troppo lungo. Mi hanno impressionato le impronte rosse di una trentina di manine piccole piccole, appena dopo l'entrata. Erano della dimensione della mano di un bambino. Si trattava, invece, delle impronte delle donne di un marahaj+. Le avevano lasciate prima di andare a morire sulla pira funebre del marito. Era attorno al 1850. Pare che nessuna abbia gridato.
Ci sono sacrifici umani che mi lasciano senza parole, perchÈ mi sembrano assurdi ed inutili. Ma forse c'Ë una logica che mi sfugge. Poco lontano dall'impronta delle "piccole dame", una pietra commemora il luogo in cui si fece seppellire vivo un uomo.
Infatti, la roccia su cui sorge il Meherangarh, era abitata da un sadhu che si infuriÚ quando fu sloggiato dal maharaj+, e lanciÚ una maledizione: niente acqua su Jodhpur.
Ecco altre logiche che mi sfuggono completamente. Se Bush decide di fare un aereoporto militare, e i suoi ingegneri gli dicono che un santone che vive proprio sul luogo dove dovrebe sorgere la pista di atterraggio gli ha lanciato un anatema, Bush fa ricoverare gli ingegneri per avergli parlato di una tale stupidaggine. Invece il maharaj+ non solo Ë stato a sentire quel sadhu invece di prenderlo a calci, ma ha interrogato dei saggi sul da farsi. Ed il responso dei saggi Ë stato: bisogna sacrificare una vita. Ed un uomo, si portÚ volontario.
Ma non ci fu ingratitudine: pare che le famiglie dei maharaja e di quell'uomo, siano ancora amiche.
L'India Ë un paese che ha la reputazione di essere destabilizzante. Sono d'accordo. Il contatto quotidiano con logiche che sono illogiche per quello che conosco, Ë uno strano esercizio.
Gli esempi sopra appartengono al passato, e oggi potrebbero verificarsi solo in casi isolati. Ma le logiche sottostanti, sono ancora ben vive in India.
Alcuni giorni fa, discutevo con Rajendra il manager del nostro hotel a Jodhpur, il Ganpati, e con un suo ospite da ormai quattro mesi, Mark.
Mark Ë un texano, ma cresciuto con amici di quartiere indiani. Ne ha imparato la lingua e ne ha assorbito credenze e religione. Tra l'atro, mastica e sputa tabacco. Non so se piscia per la strada o scoreggia in treno, come Ë d'uso qui. Avr+ trent'anni.
Ha iniziato a lavorare con l'India per importare mobili, e dal '96 viene regolarmente. Da novembre 2007, ha deciso di stabilirsi definitivamente a Jodhpur. PerchÈ a Jodhpur?
"PerchÈ c'Ë l'industria di mobili pi_ grande al mondo"
"A Jodhpur?!"
"SÏ, ci sono circa 4000 o 5000 aziende che lavorano legno per fare mobili"
"ma siamo nel deserto, non c'Ë legname... come Ë possibile che..."
Mark mi guarda col faccione grasso da "JR" di Dallas e gli occhialini piccoli e spessi e mi fa:
"Importano da Burma, varie migliaia di chilometri. Wellcome to India, dove queste cose accadono".
Mark e Rajendra sono diventati amici. Discutevamo assieme sulla terrazza dell'hotel attorno ad un caffË liofilizzato. E per ridere, abbiamo raccontato loro che ci eravamo fatti leggere le linee della mano da un "palmista" nel castello. E raccontavamo di come alcune cose che ci aveva detto, corrispondevano a verit+. Soprattutto con me, che non la smettevo di annuire quando diceva una cosa giusta; meno con Lenka, che lo fissava come una sfinge maligna con il sorrisino da "mica sono fessa come mio marito!".
Mark allora, proprio indiano, ci ha letto anche lui la mano. E poi ha calcolato dei numeri dalle nostre date di nascita, e ci ha offerto una sessione personalizzata di numerologia.
Ci ha detto cose diverse dal "palmista", ma anche stavolta molte cose "lette" sui nostri caratteri o propensioni, o su cose accadute nel passato, corrispondevano a vero.
Non ho mai creduto a queste scienze esoteriche, perchÈ non ho mai creduto che l'allineamento di una stella e di un pianeta al momento della mia nascita possano avere un'influenza sul mio carattere; nÈ che questo sia scritto sulle linee della mano. Credo in quello che vedo, da bravo occidentale.
E siccome credo a quello che vedo, sono stato sorpreso nel vedere che la corrispondeza a vero di quello che ci hanno detto era superiore al 50% statistico.
Ma non sono tanto le previsioni pi_ o meno azzeccate che sono destabilizzanti, quanto il rendersi conto che in queste scienze, qui, ci credono tutti. Ed all'improvviso, Ë destabilizzante il ritrovarsi non pi_ dalla parte della schiacciante maggioranza, ma dalla parte di una esigua minoranza a sostenere una stessa idea.
Rajendra, per esempio, seguiva la lettura dei nostri numeri ed i responsi piuttosto indovinati, come se fosse la lettura di una verit+, senza sorpresa.
Ed in generale, il magico Ë dappertutto in India.
Un altro esempio, Rajendra ci ha parlato della sua devozione verso il nonno. In India, c'Ë l'adorazione dei defunti ed in particolare di un defunto che si sente particolarmente vicino.
"si adora un defunto che, si sente, Ë ancora qui". Mi spiega Rajendra.
"In che senso Ë ancora qui?"
"C'Ë la sua energia, che sento che Ë attorno e sento che mi aiuta. In alcune occasioni, mi ha salvato la vita!"
Io lo ho guardato, e con tutta la delicatezza possibile gli ho detto che questi sono concetti che sfuggono alla logica di molti tra noi occidentali. Ci deve essere rimasto male, perchÈ quando ci siamo rincontrati a sera, ha ripreso il discorso.
"Vedi, lo so che voi occidentali eccetera eccetera, ma io lo so che c'Ë l'energia di mio nonno in giro. Capisci, non Ë un'opinione, io so che Ë cosÏ." E mi ha raccontato alcuni episodi di scontri con dei rik-shaw driver che volevano una commissione per dei turisti portati al suo hotel, che secondo Rajendra sarebbero sfociati in tragedia se l'energia del nonno non lo avesse protetto. Che io, leggerei come frutto della buona sorte oppure come "era scritto che fosse cosÏ", a seconda dei punti di vista.
E questa Ë la norma: in quasi tutti i commerci o case, c'Ë l'immagine di un avo al muro, con tanto di corona di fiori, o incenso od un'altra forma di adorazione. E naturalmente, ci sono i templietti dedicati alle divinit+. Molti dei commercianti, quando ricevono dei soldi li "santificano" con una (incomprensibile) preghiera di ringraziamento tra le labbra o con uno sgardo al cielo. E magari, sono soldi estorti con l'inganno, o con una leva sulla debolezza di un turista!
Insomma, una mescolanza di sacro e sacrilego che non so mai se ammirare una vera devozione o scandalizzarmi per l'uso della religione a fini puramente egoistici e materiali. Una mescolanza della quale ancora non ho la chiave di ripartizione - se ce n'Ë una.
Eppure, non Ë anche nella nostra tradizione il ringraziamento prima di ogni pasto, per esempio, oppure l'accensione di un cero per grazia ricevuta? Una tradizione molto vicina, che si Ë praticamente persa in una o due generazioni. Quello che sarebbe interessante, Ë capire cosa abbiamo perso di pi_ profondo, assieme al gesto rituale che ci appare privo di significato.
Insomma, un bel viaggiare in questo mare diverso, che Ë un po' viaggiare nel tempo ed un po' viaggiare dentro le cose che non si vedono pi_ per forza dell'abitudine.
Ma Ë anche un viaggiare in posti sconosciuti: figuratevi, che per due notti siamo rimasti presso una famiglia ind_ che vive ... nel deserto! ma lasciatevi raccontare dall'inizio.
Ci siamo ritrovati a naso a naso con il Meherangarh la sera del nostro arrivo, quando siamo saliti sulla terrazza dell'hotel per cenare (tutti gli hotel indiani hanno una terrazza - ristorante) Una massa scura enorme, come un'onda che stesse per infrangersi sulla nostra testa e sulla citt+.
Nel Rajastan si fa indigestione di forti, ce ne sono ovunque. Ma tra tutti, questo Ë quello che pi_ mi ha impressionato. Il mattino dopo il nostro arrivo, Lenka ed io ci siamo avviati impazienti verso la ripida salita che porta al Meherangarh. C'era il solito paesaggio indiano urbano: le mucche ci guardavano indifferenti, i rik-shaw ci chiedevano dove andavamo, un bimbo accovacciato faceva i suoi bisogni nel canale di scolo al lato della strada, un indiano ci giurava che voleva farci vedere casa sua senza venderci nulla e che "India - Czech Republic good relations".
Visto da sotto, il forte era ancora pi_ grande, tanto da non riuscire a farlo stare nelle foto. Abbiamo preso il solito biglietto di ingresso da turisti, circa 20 volte pi_ caro rispetto al prezzo pagato da un indiano, e siamo entrati. Compreso nel prezzo, c'era una utilissima audioguida in "many languages". Ho potuto persino averne una in italiano! Lenka ha provato a chiederne una in Ceco, ma vista la risposta, probabilmente le "good relations" con l'India possono ancora migliorare...
Descrivere la nostra giornata nel forte sarebbe troppo lungo. Mi hanno impressionato le impronte rosse di una trentina di manine piccole piccole, appena dopo l'entrata. Erano della dimensione della mano di un bambino. Si trattava, invece, delle impronte delle donne di un marahaj+. Le avevano lasciate prima di andare a morire sulla pira funebre del marito. Era attorno al 1850. Pare che nessuna abbia gridato.
Ci sono sacrifici umani che mi lasciano senza parole, perchÈ mi sembrano assurdi ed inutili. Ma forse c'Ë una logica che mi sfugge. Poco lontano dall'impronta delle "piccole dame", una pietra commemora il luogo in cui si fece seppellire vivo un uomo.
Infatti, la roccia su cui sorge il Meherangarh, era abitata da un sadhu che si infuriÚ quando fu sloggiato dal maharaj+, e lanciÚ una maledizione: niente acqua su Jodhpur.
Ecco altre logiche che mi sfuggono completamente. Se Bush decide di fare un aereoporto militare, e i suoi ingegneri gli dicono che un santone che vive proprio sul luogo dove dovrebe sorgere la pista di atterraggio gli ha lanciato un anatema, Bush fa ricoverare gli ingegneri per avergli parlato di una tale stupidaggine. Invece il maharaj+ non solo Ë stato a sentire quel sadhu invece di prenderlo a calci, ma ha interrogato dei saggi sul da farsi. Ed il responso dei saggi Ë stato: bisogna sacrificare una vita. Ed un uomo, si portÚ volontario.
Ma non ci fu ingratitudine: pare che le famiglie dei maharaja e di quell'uomo, siano ancora amiche.
L'India Ë un paese che ha la reputazione di essere destabilizzante. Sono d'accordo. Il contatto quotidiano con logiche che sono illogiche per quello che conosco, Ë uno strano esercizio.
Gli esempi sopra appartengono al passato, e oggi potrebbero verificarsi solo in casi isolati. Ma le logiche sottostanti, sono ancora ben vive in India.
Alcuni giorni fa, discutevo con Rajendra il manager del nostro hotel a Jodhpur, il Ganpati, e con un suo ospite da ormai quattro mesi, Mark.
Mark Ë un texano, ma cresciuto con amici di quartiere indiani. Ne ha imparato la lingua e ne ha assorbito credenze e religione. Tra l'atro, mastica e sputa tabacco. Non so se piscia per la strada o scoreggia in treno, come Ë d'uso qui. Avr+ trent'anni.
Ha iniziato a lavorare con l'India per importare mobili, e dal '96 viene regolarmente. Da novembre 2007, ha deciso di stabilirsi definitivamente a Jodhpur. PerchÈ a Jodhpur?
"PerchÈ c'Ë l'industria di mobili pi_ grande al mondo"
"A Jodhpur?!"
"SÏ, ci sono circa 4000 o 5000 aziende che lavorano legno per fare mobili"
"ma siamo nel deserto, non c'Ë legname... come Ë possibile che..."
Mark mi guarda col faccione grasso da "JR" di Dallas e gli occhialini piccoli e spessi e mi fa:
"Importano da Burma, varie migliaia di chilometri. Wellcome to India, dove queste cose accadono".
Mark e Rajendra sono diventati amici. Discutevamo assieme sulla terrazza dell'hotel attorno ad un caffË liofilizzato. E per ridere, abbiamo raccontato loro che ci eravamo fatti leggere le linee della mano da un "palmista" nel castello. E raccontavamo di come alcune cose che ci aveva detto, corrispondevano a verit+. Soprattutto con me, che non la smettevo di annuire quando diceva una cosa giusta; meno con Lenka, che lo fissava come una sfinge maligna con il sorrisino da "mica sono fessa come mio marito!".
Mark allora, proprio indiano, ci ha letto anche lui la mano. E poi ha calcolato dei numeri dalle nostre date di nascita, e ci ha offerto una sessione personalizzata di numerologia.
Ci ha detto cose diverse dal "palmista", ma anche stavolta molte cose "lette" sui nostri caratteri o propensioni, o su cose accadute nel passato, corrispondevano a vero.
Non ho mai creduto a queste scienze esoteriche, perchÈ non ho mai creduto che l'allineamento di una stella e di un pianeta al momento della mia nascita possano avere un'influenza sul mio carattere; nÈ che questo sia scritto sulle linee della mano. Credo in quello che vedo, da bravo occidentale.
E siccome credo a quello che vedo, sono stato sorpreso nel vedere che la corrispondeza a vero di quello che ci hanno detto era superiore al 50% statistico.
Ma non sono tanto le previsioni pi_ o meno azzeccate che sono destabilizzanti, quanto il rendersi conto che in queste scienze, qui, ci credono tutti. Ed all'improvviso, Ë destabilizzante il ritrovarsi non pi_ dalla parte della schiacciante maggioranza, ma dalla parte di una esigua minoranza a sostenere una stessa idea.
Rajendra, per esempio, seguiva la lettura dei nostri numeri ed i responsi piuttosto indovinati, come se fosse la lettura di una verit+, senza sorpresa.
Ed in generale, il magico Ë dappertutto in India.
Un altro esempio, Rajendra ci ha parlato della sua devozione verso il nonno. In India, c'Ë l'adorazione dei defunti ed in particolare di un defunto che si sente particolarmente vicino.
"si adora un defunto che, si sente, Ë ancora qui". Mi spiega Rajendra.
"In che senso Ë ancora qui?"
"C'Ë la sua energia, che sento che Ë attorno e sento che mi aiuta. In alcune occasioni, mi ha salvato la vita!"
Io lo ho guardato, e con tutta la delicatezza possibile gli ho detto che questi sono concetti che sfuggono alla logica di molti tra noi occidentali. Ci deve essere rimasto male, perchÈ quando ci siamo rincontrati a sera, ha ripreso il discorso.
"Vedi, lo so che voi occidentali eccetera eccetera, ma io lo so che c'Ë l'energia di mio nonno in giro. Capisci, non Ë un'opinione, io so che Ë cosÏ." E mi ha raccontato alcuni episodi di scontri con dei rik-shaw driver che volevano una commissione per dei turisti portati al suo hotel, che secondo Rajendra sarebbero sfociati in tragedia se l'energia del nonno non lo avesse protetto. Che io, leggerei come frutto della buona sorte oppure come "era scritto che fosse cosÏ", a seconda dei punti di vista.
E questa Ë la norma: in quasi tutti i commerci o case, c'Ë l'immagine di un avo al muro, con tanto di corona di fiori, o incenso od un'altra forma di adorazione. E naturalmente, ci sono i templietti dedicati alle divinit+. Molti dei commercianti, quando ricevono dei soldi li "santificano" con una (incomprensibile) preghiera di ringraziamento tra le labbra o con uno sgardo al cielo. E magari, sono soldi estorti con l'inganno, o con una leva sulla debolezza di un turista!
Insomma, una mescolanza di sacro e sacrilego che non so mai se ammirare una vera devozione o scandalizzarmi per l'uso della religione a fini puramente egoistici e materiali. Una mescolanza della quale ancora non ho la chiave di ripartizione - se ce n'Ë una.
Eppure, non Ë anche nella nostra tradizione il ringraziamento prima di ogni pasto, per esempio, oppure l'accensione di un cero per grazia ricevuta? Una tradizione molto vicina, che si Ë praticamente persa in una o due generazioni. Quello che sarebbe interessante, Ë capire cosa abbiamo perso di pi_ profondo, assieme al gesto rituale che ci appare privo di significato.
Insomma, un bel viaggiare in questo mare diverso, che Ë un po' viaggiare nel tempo ed un po' viaggiare dentro le cose che non si vedono pi_ per forza dell'abitudine.
Ma Ë anche un viaggiare in posti sconosciuti: figuratevi, che per due notti siamo rimasti presso una famiglia ind_ che vive ... nel deserto! ma lasciatevi raccontare dall'inizio.

