Mont Abu - un po' di respiro
Trip Start
Dec 30, 2007
1
38
84
Trip End
Ongoing
Quando abbiamo chiesto alla nostra guida che animali c'erano da quelle parti, ci ha risposto con lo sguardo perso nella vallata.
"In questo parco ci sono giaguari, coccodrilli, pitoni, vipere ed altri serpenti" . Tutti e sette abbiamo prestato immediatamente attenzione.
"Ma questi non sono pericolosi. Quello pericoloso, Ë l'orso bruno. In questo periodo ci sono i piccoli... il mese scorso un orso ha strappato un braccio ad una signora lÏ, tra quelle palme".
Il gruppetto con il quale eravamo partiti per quel trekking di quattro o cinque ore, ha inghiottito la saliva all'unisono con lo sguardo nella radura di palme a poche centinaia di metri
Certo, ci sono enormi manghi, o alberi immensi che da noi non esistono, aggrovigliati a rocce o ad altri alberi: i fichi bengalesi (banian tree). Ma per il resto sembrava di essere su una montagna nostrana, nÈ pi_ nÈ meno bella.
Immaginare un orso cattivo dietro l'angolo, non ci riuscivo. Anche se la guida ci ha indicato degli escrementi e delle buche fatte da loro, per cercar formiche. » strano pensare che un animale abbia sviluppato quei muscoli e quei denti per mangiare insetti e frutta: troppa grazia...
La passeggiata Ë stata ritemprante
Mont Abu Ë il nome di un paesino a 1200 metri di altezza, nella zona pi_ alta del Rajastan: il picco, lÏ vicino, raggiunge appena i 1700 metri. » una zona di vacanza della middle class indiana, che durante i mesi caldi viene qui s_ a cercare refrigerio attorno al lago sul quale sorge la cittadina.
Tutta questa zona montuosa, Ë un enorme blocco di granito grigio di origine vulcanica, che il vento e l'acqua hanno arrotondato e plasmato in forme a volte incredibili. » onnipresente, cosÏ antico e possente, che incute rispetto; Ë carico di un'energia infusa da milioni di anni di vita e di trasformazioni.
La stretta catena sorge dalla pianura sabbiosa d'un colpo. A piedi, si puÚ andare da un lato all'altro e vedere la piana che si stende a perdita d'occhio
Probabilmente, il momento pi_ spettacolare per farlo Ë al tramonto, lungo un viottolo poco conosciuto che costeggia il versante occidentale.
Per fortuna abbiamo trovato questo viottolo, perchÈ il Sunset Point, (dove arrivano gli autobus per capirci), Ë affollato da centinaia di persone che si godono quello spettacolo tra vociare e schiamazzi, inconfondibile richiamo della razza umana anche se a centinaia di metri di distanza, come eravamo io e Lenka.
Quando il sole tramonta lontano nella valle, dietro alcuni specchi d'acqua, nella conca che racchiude Mont Abu i suoi raggi sono gi+ spariti da quasi un'ora
Infatti, anche di giorno, se sei all'ombra hai freddo e se sei al sole hai caldo: non esiste via di mezzo. Andiamo in giro con tre o quattro strati di vestiti che continuiamo a togliere e a mettere tutto il tempo.
La notte, poi, la temperatura scende prossima allo zero. In camera Ë un cinema di quelli tipo Stanlio e Olio e prepararsi ad andare al letto Ë un cerimoniale.
Non so per quale ragione, in tutta la citt+ l'acqua calda Ë disponibile solo al mattino dalle 9 alle 11, che mi sembra poco opportuno perchÈ Ë prima di andare a letto che mi piace essere pulito, non prima di andare a sporcarmi in montagna
Per cui, lavarsi con l'acqua gelata Ë tutta una procedura particolare, che consiste a spogliare il pezzo che lavi ed asciugarlo in fretta per coprirlo con l'indumento della notte.
Anche la camera Ë gelata, tanto che il nostro alito condensa. Le finestre sono quelle di vetro fino fino, con i buchi tra gli infissi, che Ë come se non ci fossero. Dormiamo sotto cinque coperte pi_ gli shalle in lana che ci siamo comprati, e sopra le copertine dell'aereo fregate alla Jordan Airline.
I miei indumenti della notte consistono in: un pantalone di cotone pesante ed una maglia di lana (comperati per l'occasione), due paia di calzini, una canottiera, una T-shirt, una camicetta maniche lunghe, ed un asciugamano piegato tra pantaloni e canottiera per tenere calda la pancia
Teniamo accanto al letto il maglione che mettiamo e tolgliamo durante il giorno, per infilarlo se diventa troppo freddo. Ormai, le maglie stanno in piedi da sole.
Ma si sta bene, a Monte Abu! La natura Ë verde, cosa rara da queste parti. Le mucche sacre, in tutto il resto del Rajastan sono dei fantasmi magri dalle corna corte, spezzate o storte. Sono sporche e gonfie d'aria (o incinta), e muoiono lentamente perchÈ brucano la plastica nel cercare da mangiare
Qui a Mont Abu, sono signore mucche, con il pelo lucido, grosse e con certe corna da ricordare i tori andalusi. E ci sono cavalli lucidi e forti, non i brocchi polverosi della pianura. Se rinascessi animale in India, spero di nascere a Mont Abu. Magari come orso! Ma spero non come zanzara d'inverno.
Infatti, al tramonto le vedo uscire, sono poche e grosse (probabilmente portano un piumino). Sono cosÏ stordite dall'aria, che non cercano neanche di avvicinarsi, e credo che alla fine si suicidino nel lago.
Al mattino del nostro secondo giorno di permanenza, con Lenka ci siamo avviati a piedi verso un vicino templio Giainista, il Dilwara Temple
"naturalmente, non ho mai visto l'Italia"
Io ho annuito: le nostre chiese e le nostre sculture, chi puÚ avvicinarvisi?
» bastato un altro chilometro a piedi per ricredermi. Ero assolutamente sbigottito, neppure io ho visto mai cosÏ tanto marmo cosÏ finemente intagliato, a disegnare altorilievi su colonne o sul soffitto, in particolare dei fiori di loto.
Purtroppo Ë vietato fare foto - anche se poi gli abitanti del posto le vendono all'uscita del templio - per cui non possiamo farvi vedere cosa voglio descrivere
Infine una nota sul cibo. A Monte Abu abbiamo mangiato molto bene. Qui c'Ë l'influenza della cucina del Gujarat (siamo proprio al confine), molto pi_ dolce. In particolare, la sera del 30, abbiamo festeggiato il compleanno di Lenka in un ristorante chic con vista su tutta la cittadina, ed abbiamo persino preso due cocktails. Il thali (piatto unico) di Lenka, Ë stato servito su un piatto da portata in argento molto bello. Ed abbiamo capito che il lusso, in fondo, ci piace ogni tanto.
Non Ë la sola cosa che mi manca, devo ammettere che da quando non sono stato bene di stomaco, continuo a sognarmi un piatto di pasta con burro e parmigiano - e soprattutto senza peperoncino. Anche se la cucina indiana Ë eccezionale!
Ma non c'Ë altro tempo per pensare. » gi+ arrivato il momento di lasciare il nostro frigorifero e partire di nuovo verso la valle. CosÏ, ci siamo imbarcati su un autobus diretto alla pi_ vicina stazione ferroviaria, a circa un'ora di distanza, nella pianura. Poi, siamo saliti sul treno per un viaggio di circa 5 ore.
Quasi subito, siamo entrati nel deserto. Non le dune, certo, ma pianura sabbiosa e sterpaglia. Il cielo era coperto e, stranamente per la stagione, ha cominciato a piovigginare. Ce ne siamo accorti per l'odore dell'acqua sulla polvere, ed era magico osservare questo colore grigio del cielo, strano per un deserto. E' stato un segno di buon auspicio, per la nostra visita in questa zona arida. Che comincia con Jodhpur e la sua stupefacente fortezza.
"In questo parco ci sono giaguari, coccodrilli, pitoni, vipere ed altri serpenti" . Tutti e sette abbiamo prestato immediatamente attenzione.
"Ma questi non sono pericolosi. Quello pericoloso, Ë l'orso bruno. In questo periodo ci sono i piccoli... il mese scorso un orso ha strappato un braccio ad una signora lÏ, tra quelle palme".
Il gruppetto con il quale eravamo partiti per quel trekking di quattro o cinque ore, ha inghiottito la saliva all'unisono con lo sguardo nella radura di palme a poche centinaia di metri
SILVER PLATE DISH
. Quello che ci ha rassicurati, Ë che la nostra guida quei boschi li attraversa ogni giorno con i turisti di turno; e poi sembrava un bosco cosÏ normale!Certo, ci sono enormi manghi, o alberi immensi che da noi non esistono, aggrovigliati a rocce o ad altri alberi: i fichi bengalesi (banian tree). Ma per il resto sembrava di essere su una montagna nostrana, nÈ pi_ nÈ meno bella.
Immaginare un orso cattivo dietro l'angolo, non ci riuscivo. Anche se la guida ci ha indicato degli escrementi e delle buche fatte da loro, per cercar formiche. » strano pensare che un animale abbia sviluppato quei muscoli e quei denti per mangiare insetti e frutta: troppa grazia...
La passeggiata Ë stata ritemprante
NIKKI LAKE AT MT. ABU
. L'aria di montagna ed un po' di movimento sano, ne avevo proprio bisogno. Mont Abu Ë stata una sosta vivificatrice. Mont Abu Ë il nome di un paesino a 1200 metri di altezza, nella zona pi_ alta del Rajastan: il picco, lÏ vicino, raggiunge appena i 1700 metri. » una zona di vacanza della middle class indiana, che durante i mesi caldi viene qui s_ a cercare refrigerio attorno al lago sul quale sorge la cittadina.
Tutta questa zona montuosa, Ë un enorme blocco di granito grigio di origine vulcanica, che il vento e l'acqua hanno arrotondato e plasmato in forme a volte incredibili. » onnipresente, cosÏ antico e possente, che incute rispetto; Ë carico di un'energia infusa da milioni di anni di vita e di trasformazioni.
La stretta catena sorge dalla pianura sabbiosa d'un colpo. A piedi, si puÚ andare da un lato all'altro e vedere la piana che si stende a perdita d'occhio
MORNING STOP FOR CHAI
. Probabilmente, il momento pi_ spettacolare per farlo Ë al tramonto, lungo un viottolo poco conosciuto che costeggia il versante occidentale.
Per fortuna abbiamo trovato questo viottolo, perchÈ il Sunset Point, (dove arrivano gli autobus per capirci), Ë affollato da centinaia di persone che si godono quello spettacolo tra vociare e schiamazzi, inconfondibile richiamo della razza umana anche se a centinaia di metri di distanza, come eravamo io e Lenka.
Quando il sole tramonta lontano nella valle, dietro alcuni specchi d'acqua, nella conca che racchiude Mont Abu i suoi raggi sono gi+ spariti da quasi un'ora
LOCALS
. E quando spariscono i raggi, sono dolori! Infatti, anche di giorno, se sei all'ombra hai freddo e se sei al sole hai caldo: non esiste via di mezzo. Andiamo in giro con tre o quattro strati di vestiti che continuiamo a togliere e a mettere tutto il tempo.
La notte, poi, la temperatura scende prossima allo zero. In camera Ë un cinema di quelli tipo Stanlio e Olio e prepararsi ad andare al letto Ë un cerimoniale.
Non so per quale ragione, in tutta la citt+ l'acqua calda Ë disponibile solo al mattino dalle 9 alle 11, che mi sembra poco opportuno perchÈ Ë prima di andare a letto che mi piace essere pulito, non prima di andare a sporcarmi in montagna
OUR FREEZING GUEST HOUSE
.Per cui, lavarsi con l'acqua gelata Ë tutta una procedura particolare, che consiste a spogliare il pezzo che lavi ed asciugarlo in fretta per coprirlo con l'indumento della notte.
Anche la camera Ë gelata, tanto che il nostro alito condensa. Le finestre sono quelle di vetro fino fino, con i buchi tra gli infissi, che Ë come se non ci fossero. Dormiamo sotto cinque coperte pi_ gli shalle in lana che ci siamo comprati, e sopra le copertine dell'aereo fregate alla Jordan Airline.
I miei indumenti della notte consistono in: un pantalone di cotone pesante ed una maglia di lana (comperati per l'occasione), due paia di calzini, una canottiera, una T-shirt, una camicetta maniche lunghe, ed un asciugamano piegato tra pantaloni e canottiera per tenere calda la pancia
THE FAMILY
. Lenka mette la fascia per i capelli in diagonale per riscaldare la fronte. Praticamente, siamo la nostra caricatura tra quaranta anni, mancano solo i cetrioli sugli zigomi.Teniamo accanto al letto il maglione che mettiamo e tolgliamo durante il giorno, per infilarlo se diventa troppo freddo. Ormai, le maglie stanno in piedi da sole.
Ma si sta bene, a Monte Abu! La natura Ë verde, cosa rara da queste parti. Le mucche sacre, in tutto il resto del Rajastan sono dei fantasmi magri dalle corna corte, spezzate o storte. Sono sporche e gonfie d'aria (o incinta), e muoiono lentamente perchÈ brucano la plastica nel cercare da mangiare
GUESS WHO?
. Qui a Mont Abu, sono signore mucche, con il pelo lucido, grosse e con certe corna da ricordare i tori andalusi. E ci sono cavalli lucidi e forti, non i brocchi polverosi della pianura. Se rinascessi animale in India, spero di nascere a Mont Abu. Magari come orso! Ma spero non come zanzara d'inverno.
Infatti, al tramonto le vedo uscire, sono poche e grosse (probabilmente portano un piumino). Sono cosÏ stordite dall'aria, che non cercano neanche di avvicinarsi, e credo che alla fine si suicidino nel lago.
Al mattino del nostro secondo giorno di permanenza, con Lenka ci siamo avviati a piedi verso un vicino templio Giainista, il Dilwara Temple
SUNSET
. Lungo la passeggiata, di circa tre chilometri, abbiamo incontrato Yeva (credo si scriva cosÏ), un ragazzo israeliano che ha deciso di licenziarsi e viaggiare sei mesi in Asia. Era di ritorno dal templio. Con lo sguardo ancora sbalordito, ci ha assicurato che non aveva mai visto una simile lavorazione di marmo! Si deve essere accorto del mio sguardo scettico, perchÈ ha subito precisato:"naturalmente, non ho mai visto l'Italia"
Io ho annuito: le nostre chiese e le nostre sculture, chi puÚ avvicinarvisi?
» bastato un altro chilometro a piedi per ricredermi. Ero assolutamente sbigottito, neppure io ho visto mai cosÏ tanto marmo cosÏ finemente intagliato, a disegnare altorilievi su colonne o sul soffitto, in particolare dei fiori di loto.
Purtroppo Ë vietato fare foto - anche se poi gli abitanti del posto le vendono all'uscita del templio - per cui non possiamo farvi vedere cosa voglio descrivere
OTHER LOCALS
. Ma forse si trova qualcosa su internet. Infine una nota sul cibo. A Monte Abu abbiamo mangiato molto bene. Qui c'Ë l'influenza della cucina del Gujarat (siamo proprio al confine), molto pi_ dolce. In particolare, la sera del 30, abbiamo festeggiato il compleanno di Lenka in un ristorante chic con vista su tutta la cittadina, ed abbiamo persino preso due cocktails. Il thali (piatto unico) di Lenka, Ë stato servito su un piatto da portata in argento molto bello. Ed abbiamo capito che il lusso, in fondo, ci piace ogni tanto.
Non Ë la sola cosa che mi manca, devo ammettere che da quando non sono stato bene di stomaco, continuo a sognarmi un piatto di pasta con burro e parmigiano - e soprattutto senza peperoncino. Anche se la cucina indiana Ë eccezionale!
Ma non c'Ë altro tempo per pensare. » gi+ arrivato il momento di lasciare il nostro frigorifero e partire di nuovo verso la valle. CosÏ, ci siamo imbarcati su un autobus diretto alla pi_ vicina stazione ferroviaria, a circa un'ora di distanza, nella pianura. Poi, siamo saliti sul treno per un viaggio di circa 5 ore.
Quasi subito, siamo entrati nel deserto. Non le dune, certo, ma pianura sabbiosa e sterpaglia. Il cielo era coperto e, stranamente per la stagione, ha cominciato a piovigginare. Ce ne siamo accorti per l'odore dell'acqua sulla polvere, ed era magico osservare questo colore grigio del cielo, strano per un deserto. E' stato un segno di buon auspicio, per la nostra visita in questa zona arida. Che comincia con Jodhpur e la sua stupefacente fortezza.

