Udaipur relax
Trip Start
Dec 30, 2007
1
36
84
Trip End
Ongoing
Quando la seconda mucca Ë passata accanto a noi, dinoccolata, sullo stretto marciapiede tra la nostra colazione ed il lago Picholla, Lenka ha esclamato: " ma siamo in un film..." Ed infatti, Udaipur Ë la citt+ di un film: "Octopussy", un James Bond famoso. In molti ristoranti, ogni sera lo proiettano ed Ë davvero divertente guardarlo e giocare a riconoscere i posti.
Ci riscaldavamo al basso sole del mattino, mentre poco lontano le prime donne riempivano l'aria dei colpi di bastone per lavare i panni, un concerto di colori e rumore che dura tutto il giorno attorno all'acqua sporca del lago.
Udaipur per noi Ë stata in relax
I suoi tratti caratteristici pi_ forti, sono dati (manco a dirlo) dai palazzi dei Maharan+ (qui non si chiamano Maharaj+) locali. Quello pi_ imponente, tanto che si vede qualsiasi punto della citt+, Ë il City Palace, sulla collina accanto al lago. » costituito da vari complessi che si sono accumulati nel tempo. Il secondo tratto caratteristico bellissimo, Ë il palazzo d'estate del Maharan+ (ora un hotel di lusso) costruito nel lago, che sembra galleggiare come fosse una nave.
La maggior parte del nostro tempo, l'abbiamo spesa a guardare queste costruzioni da una delle numerosissime terrazze-caffË del centro (una proprio sopra al nostro hotel), o da altri punti lungo il lago
Ha spinto al relax anche l'attitudine della gente (soprattutto dei commercianti) verso i turisti: poca pressione, e piuttosto simpatica. Oppure siamo noi che stiamo imparando come rifiutare con fermezza e gentilezza (non sempre) le loro avances, pi_ o meno oneste? Lo scopriremo presto a Delhi, quando saremo di nuovo lÏ tra una decina di giorni.
La nostra attitudine verso gli indiani sta evolvendo. Non crediamo a nessuno, mai, ma ora verifichiamo spesso quel che ci viene detto perchÈ talvolta Ë vero. Almeno nel nostro mondo, di quelli che lavorano con i turisti. » impressionante la quantit+ di balle spudorate che sono capaci di dire i commercianti, come se alla faccia non ci tenessero
Fare acquisti Ë strano, perchÈ non esiste un prezzo: ogni volta il prezzo Ë davvero l'incontro di domanda ed offerta, come fossero azioni. Con in pi_, l'assoluta opacit+ su quello che comperi: come fossero azioni appunto. O ci capisci, oppure magari sei fortunato.
La classica visita al City Palace Ë stata relativamente deludente. Naturalmente, c'erano decorazioni magnifiche, come alcuni pavoni disegnati con intagli di vetro colorati ed incastonati nel muro; e c'erano giardini interni placidi, inquadrati da colonne scolpite una ad una; e c'erano viste magnifiche sulla citt+
Una stanza molto particolare, cosÏ foderata di specchi colorati da sembrare un night club di lusso in abbandono, Ë quella destinata alla colazione del Maharan+. Egli sedeva in uno scanno rialzato, mentre per terra mangiavano i dignitari di corte. Immaginare dei dignitari seduti a terra, Ë gi+ qualcosa che esce dalle mie concezioni.
PoichÈ prima di cominciare il primo pasto della giornata, Ë necessario rendere il proprio saluto al sole, proprio di fronte allo scanno del Maharan+, dall'altra parte di un cortiletto, c'Ë un enorme sole in metallo lavorato, forse ricoperto d'oro, con tanto di faccione e baffoni
Altro palazzo deludente Ë il Monsoon Palace che, da una collina appuntita poco lontano, domina la citt+. L'interno Ë totalmente in rovina, con uno pseudo museo faunistico che sembra l'esposizione di una scuola elementare. Tuttavia non Ë assolutamente deludente la vista che si gode di lass_, su Udaipur e su tutte le campagne attorno. La collina su cui sorge, Ë un parco naturale nel quale vivono alcuni leopardi, che purtroppo (o per fortuna) non abbiamo visto.
Un altro pseudo museo faunistico, con una ventina di animali sotto spirito (quasi tutti serpenti), si trova in un giardino a nord di Udaipur che Ë un'oasi di pace e di verde, anche se le fontane sono divorate dalle piante acquatiche e dal tanfo del muschio. Si tratta del Giardino delle Dame, che un Maharan+ avrebbe fatto allestire per il sollazzo delle sue mogli e delle loro dame di compagnia.
Invece, nascosto al grande flusso dei turisti ed impressionante, Ë il "cimitero dei Maharan+", nella parte nuova di Udaipur
Persi in quel cimitero di cupole, nell'aria tetra che si respira tra le pietre fredde dei monumenti funebri, ci siamo imbattuti in una cerimonia ind_. Ci siamo sentiti persi nel tempo, ma per fortuna all'uscita il nostro rik-shaw driver, Billu, ci aspettava sorridente.
Billu Ë stata una delle belle sorprese di Udaipur
» lui che per un paio di giorni ci ha scarrozzato in citt+ e fuori, ed Ë stato un utile e dolce compagno di viaggio.
Ad Udaipur, abbiamo anche fatto qualche compera che abbiamo spedito in Italia. Abbiamo sentito meno la pressione commerciale, la qual cosa ci ha spinti naturalmente a comperare un poco, e ci ha permesso di farlo divertendoci quasi sempre.
A parte una generale attitudine alla menzogna, i commercianti indiani sono dei venditori eccezionali. Hanno una capacit+ notevole a mettere a loro agio i clienti, ad ascoltarli, a sballare ai loro piedi tutto quello che hanno senza alcuna pigrizia
Invece, se c'Ë stato un acquisto, molte volte Lenka ed io abbiamo notato che non ti salutano quando vai via dal negozio, e talvolta non hanno neanche risposto al nostro saluto: come dire, i giochi sono fatti, che cavolo vuoi tu?
Strano, no?
Ma oltre agli acquisti, Ë stata un'esperienza la spedizione dei pacchi
Il mattino della partenza per Monte Abu, nostra seguente destinazione, Billu Ë venuto a prenderci alle 7H15 al mattino. Ci ha accompagnato alla stazione degli autobus, che Ë in realt+ un incrocio caotico, con varie agenzie di viaggio appostate
Una volta a bordo, ci siamo accorti che i nostri due posti erano occupati da una signora con due bambini, che aveva i nostri stessi numeri di sedile. Siamo andati a cercare il tipo dell'agenzia io per parlarci e Lenka per cavargli gli occhi. Fortuna per lui, era gi+ tornato con una soluzione, e fortuna per noi ci sono toccati due posti proprio in prima fila.
Il viaggio per Monte Abu Ë durato circa cinque o sei ore di strada terrosa e irregolare. Infatti, l'intero tratto Ë in rifacimento ed allargamento. Lungo tutto il tragitto, c'erano operai ed operaie al lavoro. Ogni volta sono basito dal modo in cui gli indiani realizzano questi lavori enormi. Ci sono centinaia di operai ed operaie - formiche con arnesi di fortuna, in ciabatte. Scavano e portano via sassi e terra in una scodella di ferro in bilico sulla testa. Ho visto ragazzine in sari scavare trincee enormi con una piccozza pi_ pesante di loro.
Eppure guardo i risultati: c'erano montagne sventrate e consolidate con il cemento, e ponti semi-costruiti, e raddoppi di corsia. » la potenza della manodopera.
Un'immagine che mi era rimasta in testa a Delhi, Ë quella di un grande cartellone che diceva "stiamo allungando la metropolitana", o gi_ di lÏ. E poi, lÏ sotto, a scavare, c'erano tre operai che facevano un buco con la piccozza.
Naturalmente hanno anche ruspe, scavatrici, rulli compressori; ma in una proporzione ridicola rispetto a quello che sono abituato a vedere sulle nostre strade, e soprattutto rispetto a quello che costruiscono. Eppure fanno grandi cose! Infrastrutture in costruzione ovunque. Con le mani.
Per cui, il viaggio Ë stato polveroso come al solito. Ed Ë stato un gran sollievo quando, a 30 Km dal nostro arrivo, la strada ha preso a salire fortemente cosÏ, all'improvviso. E la vegetazione attorno Ë cambiata, con strade di montagna come le conosciamo a casa (tranne che c'erano scimmie accovacciate ovunque). All'arrivo, a 1200 metri, nella cittadina di Mont Abu, abbiamo subito sentito l'aria fina di montagna, e ci voleva troppo dopo tanti giorni di sabbia e polvere.
Ci riscaldavamo al basso sole del mattino, mentre poco lontano le prime donne riempivano l'aria dei colpi di bastone per lavare i panni, un concerto di colori e rumore che dura tutto il giorno attorno all'acqua sporca del lago.
Udaipur per noi Ë stata in relax
AROUND THE LAKE
. Un po' per forza, viste le discussioni avute con il mio stomaco, un po' perchÈ la citt+ si presta, con la sua parte pi_ antica e bella, affacciata su questo lago artificiale. I suoi tratti caratteristici pi_ forti, sono dati (manco a dirlo) dai palazzi dei Maharan+ (qui non si chiamano Maharaj+) locali. Quello pi_ imponente, tanto che si vede qualsiasi punto della citt+, Ë il City Palace, sulla collina accanto al lago. » costituito da vari complessi che si sono accumulati nel tempo. Il secondo tratto caratteristico bellissimo, Ë il palazzo d'estate del Maharan+ (ora un hotel di lusso) costruito nel lago, che sembra galleggiare come fosse una nave.
La maggior parte del nostro tempo, l'abbiamo spesa a guardare queste costruzioni da una delle numerosissime terrazze-caffË del centro (una proprio sopra al nostro hotel), o da altri punti lungo il lago
SUMMER PALACE
. Con ogni luce del giorno e della notte, ed anche decorato da una bellissima luna rossa. Udaipur, ci Ë piaciuta cosÏ. Ha spinto al relax anche l'attitudine della gente (soprattutto dei commercianti) verso i turisti: poca pressione, e piuttosto simpatica. Oppure siamo noi che stiamo imparando come rifiutare con fermezza e gentilezza (non sempre) le loro avances, pi_ o meno oneste? Lo scopriremo presto a Delhi, quando saremo di nuovo lÏ tra una decina di giorni.
La nostra attitudine verso gli indiani sta evolvendo. Non crediamo a nessuno, mai, ma ora verifichiamo spesso quel che ci viene detto perchÈ talvolta Ë vero. Almeno nel nostro mondo, di quelli che lavorano con i turisti. » impressionante la quantit+ di balle spudorate che sono capaci di dire i commercianti, come se alla faccia non ci tenessero
MAHARANAS BREAKFAST PLACE
. Del tipo giurano che quel prodotto lo fabbricano loro, e poi lo trovi in altri negozi in citt+. Oppure, hanno guardacaso sempre un fratello che vende quello che cerchi, se loro non lo hanno. Fare acquisti Ë strano, perchÈ non esiste un prezzo: ogni volta il prezzo Ë davvero l'incontro di domanda ed offerta, come fossero azioni. Con in pi_, l'assoluta opacit+ su quello che comperi: come fossero azioni appunto. O ci capisci, oppure magari sei fortunato.
La classica visita al City Palace Ë stata relativamente deludente. Naturalmente, c'erano decorazioni magnifiche, come alcuni pavoni disegnati con intagli di vetro colorati ed incastonati nel muro; e c'erano giardini interni placidi, inquadrati da colonne scolpite una ad una; e c'erano viste magnifiche sulla citt+
AROUND THE LAKE
. Ma il tutto era un po' annacquato dalla quantit+ di turisti che come noi affollavano le stanze; inoltre la porzione di palazzo aperta, trasandata, ci Ë sembrata davvero ridotta rispetto all'enorme struttura. Una stanza molto particolare, cosÏ foderata di specchi colorati da sembrare un night club di lusso in abbandono, Ë quella destinata alla colazione del Maharan+. Egli sedeva in uno scanno rialzato, mentre per terra mangiavano i dignitari di corte. Immaginare dei dignitari seduti a terra, Ë gi+ qualcosa che esce dalle mie concezioni.
PoichÈ prima di cominciare il primo pasto della giornata, Ë necessario rendere il proprio saluto al sole, proprio di fronte allo scanno del Maharan+, dall'altra parte di un cortiletto, c'Ë un enorme sole in metallo lavorato, forse ricoperto d'oro, con tanto di faccione e baffoni
ENJOYING A CUP OF COFFE
. Ci hanno spiegato che si salutava quel sole solo durante il periodo dei monsoni, in vece di quello vero. Ma mi chiedo se il Maharan+ non facesse il furbo, e mangiasse direttamente sotto lo sguardo del sole finto anche negli altri periodi dell'anno. Altro palazzo deludente Ë il Monsoon Palace che, da una collina appuntita poco lontano, domina la citt+. L'interno Ë totalmente in rovina, con uno pseudo museo faunistico che sembra l'esposizione di una scuola elementare. Tuttavia non Ë assolutamente deludente la vista che si gode di lass_, su Udaipur e su tutte le campagne attorno. La collina su cui sorge, Ë un parco naturale nel quale vivono alcuni leopardi, che purtroppo (o per fortuna) non abbiamo visto.
Un altro pseudo museo faunistico, con una ventina di animali sotto spirito (quasi tutti serpenti), si trova in un giardino a nord di Udaipur che Ë un'oasi di pace e di verde, anche se le fontane sono divorate dalle piante acquatiche e dal tanfo del muschio. Si tratta del Giardino delle Dame, che un Maharan+ avrebbe fatto allestire per il sollazzo delle sue mogli e delle loro dame di compagnia.
Invece, nascosto al grande flusso dei turisti ed impressionante, Ë il "cimitero dei Maharan+", nella parte nuova di Udaipur
GOING TO WASH
. » una foresta di cupole di svariate dimensioni, a seconda dell'importanza della persona commemorata, sotto ognuna delle quali c'Ë un templio sempre uguale. Sembra di essere in un labirinto di specchi che ripetono all'infinito lo stesso tema deformato. Il dio in ogni templio Ë quello che protegge la dinastia Mawani dei Maharan+, non ne ricordo il nome. Ma Ë rappresentato da quattro facce, quella di Brahama, di Visnu, di Shiva e di un altro che non ricordo. Persi in quel cimitero di cupole, nell'aria tetra che si respira tra le pietre fredde dei monumenti funebri, ci siamo imbattuti in una cerimonia ind_. Ci siamo sentiti persi nel tempo, ma per fortuna all'uscita il nostro rik-shaw driver, Billu, ci aspettava sorridente.
Billu Ë stata una delle belle sorprese di Udaipur
MAHARANAS CEMETERY
. » il moto rik-shaw che ci Ë toccato al nostro arrivo. Ovviamente eravamo mega-diffidenti, ma oltre alla sua gentilezza ci ha conquistato il suo modo di guidare prudente (rarissimo) ed anche un quadernino con le referenze di suoi clienti soddisfatti. » lui che per un paio di giorni ci ha scarrozzato in citt+ e fuori, ed Ë stato un utile e dolce compagno di viaggio.
Ad Udaipur, abbiamo anche fatto qualche compera che abbiamo spedito in Italia. Abbiamo sentito meno la pressione commerciale, la qual cosa ci ha spinti naturalmente a comperare un poco, e ci ha permesso di farlo divertendoci quasi sempre.
A parte una generale attitudine alla menzogna, i commercianti indiani sono dei venditori eccezionali. Hanno una capacit+ notevole a mettere a loro agio i clienti, ad ascoltarli, a sballare ai loro piedi tutto quello che hanno senza alcuna pigrizia
LADIES GARDEN
. Al primo accenno di intenzione di acquisto, viene sistematicamente proposto un tË o un soft drink; alla partenza, se senza acquisti, mettono su una faccia da lutto che, se non naturale (ho ancora il dubbio) meriterebbe un premio Oscar per come mi hanno fatto sentire un verme solo per il fatto di non comperare. Invece, se c'Ë stato un acquisto, molte volte Lenka ed io abbiamo notato che non ti salutano quando vai via dal negozio, e talvolta non hanno neanche risposto al nostro saluto: come dire, i giochi sono fatti, che cavolo vuoi tu?
Strano, no?
Ma oltre agli acquisti, Ë stata un'esperienza la spedizione dei pacchi
BILLU
. Non siamo andati alle poste centrali, pare automatizzate, ma in un piccolo ufficio vicino all'entrata del Palazzo. » una stanzetta 3X3 occupata da una signora che ha con lei solo una bilancia, scotch, un pennarelo, ago e filo. Pi_ un armadio con i francobolli, tre sedie ed una scrivania. Qualcuno si Ë occupato di preparare il nostro pacco e sigillarlo con stoffa e ceralacca; poi la signora lo ha tappezzato di francobolli e vi ha cucito dei formulari riempiti da noi. » stato uno spettacolo, anche se ci ha fregato almeno due o tre ore di tempo. E solo alla fine abbiamo capito perchÈ la signora il giorno prima ci aveva detto: "se spedite un pacco, venite la mattina". Il resto del giorno serve a preparare la spedizione. Il mattino della partenza per Monte Abu, nostra seguente destinazione, Billu Ë venuto a prenderci alle 7H15 al mattino. Ci ha accompagnato alla stazione degli autobus, che Ë in realt+ un incrocio caotico, con varie agenzie di viaggio appostate
ARTIFICIAL VILLAGE
. Billu ci ha lasciato ad una di queste (avr+ preso una commissione nonostante la sua guida prudente e gentilezza? Credo di sÏ, ma cosÏ Ë l'India, non sai mai davvero). Preso il biglietto, il tipo dell'agenzia ha fatto cenno di seguirlo. Siamo andati per qualche centinaio di metri in una delle strade dell'incrocio, per aspettare e poi tornare indietro e poi prendere per un'altra strada. E finalmente, ci ha indicato un bus lontano che caricava i bagagli e ci ha detto: "Ë lui", e lo abbiamo raggiunto. Se non ci avessero guidati, non avremmo trovato mai il pullman. Eravamo cosÏ persi che avrebbero potuto portarci su una scalinata, li avremmo seguiti e probabilmente ci avremmo anche trovato il pullman in bilico sui gradini.Una volta a bordo, ci siamo accorti che i nostri due posti erano occupati da una signora con due bambini, che aveva i nostri stessi numeri di sedile. Siamo andati a cercare il tipo dell'agenzia io per parlarci e Lenka per cavargli gli occhi. Fortuna per lui, era gi+ tornato con una soluzione, e fortuna per noi ci sono toccati due posti proprio in prima fila.
Il viaggio per Monte Abu Ë durato circa cinque o sei ore di strada terrosa e irregolare. Infatti, l'intero tratto Ë in rifacimento ed allargamento. Lungo tutto il tragitto, c'erano operai ed operaie al lavoro. Ogni volta sono basito dal modo in cui gli indiani realizzano questi lavori enormi. Ci sono centinaia di operai ed operaie - formiche con arnesi di fortuna, in ciabatte. Scavano e portano via sassi e terra in una scodella di ferro in bilico sulla testa. Ho visto ragazzine in sari scavare trincee enormi con una piccozza pi_ pesante di loro.
Eppure guardo i risultati: c'erano montagne sventrate e consolidate con il cemento, e ponti semi-costruiti, e raddoppi di corsia. » la potenza della manodopera.
Un'immagine che mi era rimasta in testa a Delhi, Ë quella di un grande cartellone che diceva "stiamo allungando la metropolitana", o gi_ di lÏ. E poi, lÏ sotto, a scavare, c'erano tre operai che facevano un buco con la piccozza.
Naturalmente hanno anche ruspe, scavatrici, rulli compressori; ma in una proporzione ridicola rispetto a quello che sono abituato a vedere sulle nostre strade, e soprattutto rispetto a quello che costruiscono. Eppure fanno grandi cose! Infrastrutture in costruzione ovunque. Con le mani.
Per cui, il viaggio Ë stato polveroso come al solito. Ed Ë stato un gran sollievo quando, a 30 Km dal nostro arrivo, la strada ha preso a salire fortemente cosÏ, all'improvviso. E la vegetazione attorno Ë cambiata, con strade di montagna come le conosciamo a casa (tranne che c'erano scimmie accovacciate ovunque). All'arrivo, a 1200 metri, nella cittadina di Mont Abu, abbiamo subito sentito l'aria fina di montagna, e ci voleva troppo dopo tanti giorni di sabbia e polvere.


