San Francisco

Trip Start Jul 26, 2008
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Trip End Sep 07, 2008


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Flag of United States  , California
Thursday, August 28, 2008

28 agosto

Al di lą dell' indaffaratissima Market Street si trova Yerba Buena Gardens con il suo Center for the Arts, il pił grande centro culturale della cittą, il Contemporary Jewish Museum ed al lato opposto il SFSMOMA, il museo d’ arte moderna e contemporanea. La costruzione del Moscone Center, il pił grande centro congressi della cittą, diede avvio al progetti ambiziosi per Yerba Buena Gardens.  L’ hanno seguita residenze, alberghi, musei, gallerie, negozi, ristoranti e giardini. Nell’ Esplanade Gardens possiamo  passeggiare e rilassarci come i tanti cinesi che  praticano il "t’ai chi" o che provano  un balletto che, come ci dicono, servirą per un party in programma la sera stessa.  Una delle insegnanti cerca di insegnare a Bianca qualche passo di danza……Meglio che si diverta nel vicino parco giochi tra scivoli ed altalene! Percorriamo Market Street ed arriviamo all’ Embarcadero Center la pił grande opera di rinnovamento urbanistico di San Francisco. Migliaia di impiegati e di clienti ne usano gli spazi aperti per riposare al sole e consumare il lunch. Quattro torri separate si innalzano di 35-45 piani sopra le piazze alberate e i passaggi pedonali sopraelevatii. L’ interno pił spettacolare dell’ Embarcadero center č l’ atrio dello Hyatt Regency Hotel con un immenso globo scolpito da Charles Perry, intitolato Eclipse. Gli ascensori di vetro vanno su e gił lungo una parete portando i clienti del ristorante rotante  sul tetto “ Equinox”.

Oggi abbiamo in programma la visita ad Alcatraz e lungo la strada che ci porta al molo di imbarci, il Pier 33, passiamo per la Levi’s Plaza dove si trova la sede centrale della Levi Strauss, la casa produttrice di blue jeans. La piazza č costellata di rocce di granito e tagliata dall’ acqua che scorre a evocare lo scenario dei canyons della Sierra Nevada in cui lavoravano i minatori che per primi indossarono i jeans. Arriviamo al molo e ci  imbarchiamo alle 15.00 per arrivare alla famosa isola dopo un tragitto di un miglio e mezzo. La prigione di massima sicurezza il cui nome in spagnolo significa “pellicano” fu soprannominata “The Rock” dai detenuti e  alloggiava in media 264 dei pił incorreggibili criminali del paese tra cui ci fu anche il famigerato gangster Al Capone, detto “Scarface”. La visita si protrae per oltre due ore e ci lascia veramente scossi pensando che le celle misuravano solo 1,5 per 2,7 metri, anche se io per sdrammatizzare avevo simulato una fuga da una di esse.. Non solo questo ci ha fatto pensare alla terribile vita dei detenuti: il clima era terribile in inverno in quanto l’ isola č battuta da venti gelidi anche in piena estate! E non bastava aver dato ai corridoi che separavano i bracci delle celle nomi come “Broadway” o “Times Square”…. Riprendiamo il traghetto del ritorno  godendo lo stupendo spettacolo della baia con lo sfondo del Golden Gate.  A cena andiamo al solito simpatico ristorantino vicino all’ albergo, tappezzato di foto aventi come soggetti personaggi del base-ball ed allietato da un pianista-bar simpaticissimo. Questa volta mi avvicino e si accorgono che sono italiano. Quando poi dico che sono di Napoli, subito parte “O sole mio” e mi coinvolgono a cantare in napoletano! Peccato che non ho la videocamera e non posso essere immortalato a San Francisco come lo fui al Cairo tre anni fa o a Stoccolma l’ anno scorso….  
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