Domani non ci sono programmi. Solo Ozio!
Trip Start
Feb 13, 2008
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Trip End
Mar 02, 2008
Where I stayed
5:30 di mattina del 27 febbraio, suona la sveglia. Io sono gia' con gli occhi aperti, forse ansioso di partire alla volta della citta' perduta o forse semplicemente perche' ieri sono andato letto presto, mi alzo, faccio una rapida doccia e raggiungo Noel alla reception. Cominciamo a camminare per raggiungere la stazione dove il treno delle 6:20 ci avrebbe portato a Machu Picchu. Io e Noel partiamo per questa mia ultima gita con due atteggiamenti differenti. Per Noel raggiungere Machu Picchu non e' altro che aggiungere una bandierina nella cartina che si sta costruendo, mentre per me rappresenta l'arrivo di un viaggio, l'ultimo passo prima di dire "l'ho fatto!". Ma carichi di aspettative ci sediamo alla fine sul treno e ci muoviamo alla volta di Aguas Calientes. Il treno percorre il suo tragitto accompagnando nella sua impetuosa ed eterna corsa verso il rio delle amazzoni, il fiume Urubamba. I paesaggi tagliati dal treno lasciano senza parole, il cańon dell-urubamba eŽ uno spettacolo di verde, rapide, calanchi e faraglioni che esaltano il turista in attesa dellŽarrivo a destinazione, ma rappresenta anche lŽunico mezzo di trasporto per raggiungere Machu Picchu, non ci sono strade percorribili con automezzi che arrivano ad Aguas Calientes, ecco percheŽ il treno eŽ cosiŽ caro e percheŽ molti mochilleros preferiscono andare a piedi
Aguas Calientes eŽ una cittadina nata all pendici di Macchu Picchu (per questo anche nota col nome di Machu Picchu pueblo) e costruita senza logica, un incongruente ammasso di negozi, ristoranti, ostelli e alberghi nati con lo scopo di far spendere, ai milioni di turisti che invadono queste zone, piu` soles possibile. Il luogo dove sorge Aguas Caliente tuttavia e` suggestivo, nel bel mezzo di una gola fatta di imponenti faraglioni coperti di vegetazione, tra le rapide ipnotiche del fiume urubamba e il verde della foresta nebulare. Tuttavia Aguas Calentes fa schifo. Arrivati a destinazione ci imbarchiamo con altri centinaia di turisti su uno dei tanti bus che ci avrebbero portato in cima. Eccoci in cima. Eccoci finalmente a Machu Picchu! Meta finale del mio viaggio!
Machu Picchu si apre davanti ai nostri occhi e mi rendo conto di osservare una delle costruzione piuŽ maestose che lŽuomo abbia mai costruito. Machu Picchu é natura, é il verde della foresta, é il colore in continuo mutamento del cielo, Machu Picchu é pensiero, é misticismo, é il respiro delle popolazioni Inca, Machu Picchu é affascinante! Purtroppo peroŽ la cittaŽ perduta é anche e (mi dispiace dirlo) soprattutto, la meta del turismo piuŽ selvaggio, assaltata ogni giorno di ogni anno da centinaia di turisti che in molti casi hanno come unico scopo quello di dire: io cŽero! Questa é la condanna di uno dei posti piuŽ belli del mondo, é la condanna del fascino della natura resa accessibile, é la condanna della bellezza alla portati di molti
La salita in cima alla montagna eŽ, manco a dirlo, faticosa. La ragazza nel gabbiotto al principio della salita ci dice che per arrivare in cima ci vuole unŽora e mezo di cammino, noi al motto " We are travelere, not turist" cominciamo lŽascesa che, forti delle imprese del cańon del colca, copriamo in unŽora di dura e impegnativa scalata. La strada si compone di centinaia di scalini asimmetrici, di corde, di terra e fango, di gallerie scavate mano dagli inca, insomma da sola merita la fatica. Arrivati in cima tuttavia, la vista su Machu Picchu, sulla gola dell-urubamba, sulle montagne attorno é commovente. Inno alla mano sapiente della natura confusa con l-uomo. Cibo per gli occhi, nutrimento per lŽanima. Potrei descrivere quello che si vede dalla cima, ma preferisco appagare lo sguardo e invitare, chi non lo ha giaŽ fatto, a provare lŽebrezza di essere quassuŽ
Una volta tornati a Machu Picchu Pueblo, abbiamo ancora tre ore da ammazzare prima di riprendere il treno per Cusco. Piove. Aguas Caliente non offre grancheŽ tranne i bagni di acqua termale. Pur piovendo scegliamo di andare comunque a rilassare le mebra tra le calde aque delle terme. Abbiamo fatto bene! CI voleva! Qui conosciamo una coppia ubriaca di americani della louisiana che ci stringono ad un angolo della piscina bombardandoci di minchiate, ad un certo punto lei comincia un discorso contorto sulla struttura dei canali di scolo dallŽacqua piovana di Cusco, paragonando Cusco a Venezia???? Ora: Cusco eŽ una citta nata a 3.400 metri di altezza, circondata da montagne che sfiorano i 6.000 che mai puoŽ avere in comune con una cittaŽ lagunare??? Vallo a spiegare a una della lousiana
Arcobaleno nella foresta nebulare
.Aguas Calientes eŽ una cittadina nata all pendici di Macchu Picchu (per questo anche nota col nome di Machu Picchu pueblo) e costruita senza logica, un incongruente ammasso di negozi, ristoranti, ostelli e alberghi nati con lo scopo di far spendere, ai milioni di turisti che invadono queste zone, piu` soles possibile. Il luogo dove sorge Aguas Caliente tuttavia e` suggestivo, nel bel mezzo di una gola fatta di imponenti faraglioni coperti di vegetazione, tra le rapide ipnotiche del fiume urubamba e il verde della foresta nebulare. Tuttavia Aguas Calentes fa schifo. Arrivati a destinazione ci imbarchiamo con altri centinaia di turisti su uno dei tanti bus che ci avrebbero portato in cima. Eccoci in cima. Eccoci finalmente a Machu Picchu! Meta finale del mio viaggio!
Machu Picchu si apre davanti ai nostri occhi e mi rendo conto di osservare una delle costruzione piuŽ maestose che lŽuomo abbia mai costruito. Machu Picchu é natura, é il verde della foresta, é il colore in continuo mutamento del cielo, Machu Picchu é pensiero, é misticismo, é il respiro delle popolazioni Inca, Machu Picchu é affascinante! Purtroppo peroŽ la cittaŽ perduta é anche e (mi dispiace dirlo) soprattutto, la meta del turismo piuŽ selvaggio, assaltata ogni giorno di ogni anno da centinaia di turisti che in molti casi hanno come unico scopo quello di dire: io cŽero! Questa é la condanna di uno dei posti piuŽ belli del mondo, é la condanna del fascino della natura resa accessibile, é la condanna della bellezza alla portati di molti
Grotta sulla strada per Wayna Picchu
. Una volta in giro per le rovine scattiamo le nostre foto da bravi turisti e poi decidiamo che questo non va bene: siamo viaggiatori, non turisti. Quindi decidiamo di salire in cima a Wayna Picchu. Se avete presente la classica immagine da cartolina di Machu Picchu, avrete sicuramente presente una cima che sovrasta la cittaŽ, come un panettone alle spalle del pueblo. Quella é Wayna Picchu. Picchu in antica lingua quechua é il mucchietto che si forma nella guancia di chiunque mastichi le foglie di coca, gli inca hanno utilizzato questo nome per indicare molte delle cime a loro care. Sulla cima di questa montagna si possono vedere ancora i resti del vechio osservatorio astronomico usato per leggere il cielo. La salita in cima alla montagna eŽ, manco a dirlo, faticosa. La ragazza nel gabbiotto al principio della salita ci dice che per arrivare in cima ci vuole unŽora e mezo di cammino, noi al motto " We are travelere, not turist" cominciamo lŽascesa che, forti delle imprese del cańon del colca, copriamo in unŽora di dura e impegnativa scalata. La strada si compone di centinaia di scalini asimmetrici, di corde, di terra e fango, di gallerie scavate mano dagli inca, insomma da sola merita la fatica. Arrivati in cima tuttavia, la vista su Machu Picchu, sulla gola dell-urubamba, sulle montagne attorno é commovente. Inno alla mano sapiente della natura confusa con l-uomo. Cibo per gli occhi, nutrimento per lŽanima. Potrei descrivere quello che si vede dalla cima, ma preferisco appagare lo sguardo e invitare, chi non lo ha giaŽ fatto, a provare lŽebrezza di essere quassuŽ
Il fiume Urubamba
. Sono contento ed orgoglioso. Ma adesso eŽ ora di scendere, e da adesso in poi, lŽunica padrona della zona saraŽ la pioggia. In principio una sottile e fastidiosa pioggerellina, che lubrifica i gradini della discesa ed offusca la vista, poi arrivati al punto di partenza, comincia a fare sul serio, un crudelle acquazzone si abbate sulle nostre teste. Decidiamo di fermarci sotto una capanna in attesa di rivedere il cielo azzurro, attendiamo un buona ora al riparo del tetto di paglia ma la piopggia non cede. Allora armati di incosceinza e coraggio, decidimo di ritornare a Aguas Calientes. Il percorso tra le rovine di Machu Picchu soto la pioggia eŽ in ogni caso piacevole, non ci troviamo in mezzo alle orde di turisti e possiamo osservare la cittaŽ quasi da soli. Arrivati allŽimgresso della cittaŽ ci prendiamo il solito mate di coca in attesa del bus che ci avrebbe riportati ad Aguas Calientes. Una volta tornati a Machu Picchu Pueblo, abbiamo ancora tre ore da ammazzare prima di riprendere il treno per Cusco. Piove. Aguas Caliente non offre grancheŽ tranne i bagni di acqua termale. Pur piovendo scegliamo di andare comunque a rilassare le mebra tra le calde aque delle terme. Abbiamo fatto bene! CI voleva! Qui conosciamo una coppia ubriaca di americani della louisiana che ci stringono ad un angolo della piscina bombardandoci di minchiate, ad un certo punto lei comincia un discorso contorto sulla struttura dei canali di scolo dallŽacqua piovana di Cusco, paragonando Cusco a Venezia???? Ora: Cusco eŽ una citta nata a 3.400 metri di altezza, circondata da montagne che sfiorano i 6.000 che mai puoŽ avere in comune con una cittaŽ lagunare??? Vallo a spiegare a una della lousiana
La vista da Wayna Picchu
. Ecco cosa intendevo per turismo selvaggio! Io cedo, lascio solo Noel a conversare con i gringos e fingo annegare.^Per fortuna i due americani vanno via prima di noi, quindi ci lasciano il tempo di rilassarci un poŽ prima di tornare a Cusco. Il ritorno eŽ tutto sommato piacevole. Una volta scesi dal treno condividiamo un taxi con una ragazza finlandese e un ragazzo algerino, insomma in un taxi peruviano a Cusco si trovano una finladese, un algerino, un irlamdese che vive in australia e un italiano. Semba quasi una barzelletta. Arrivati in ostello, ci facciamo una bella doccia e stavolta cediamo al richiamo della festa dell'ostello, nuove facce, ma stesso clima: tutti amici!!! Che bella Cusco! E anche stavolta facciamo le 3 di notte. Ma domani non ci sono programmi. Solo Ozio! 


Comments
...la parte buona dell'invidia...
Ciao biondo, finalmente a Machu Picchu. Spero che abbia pensato a me almeno un momento: un modo per essere in quel luogo magico che sogno anche io almeno un secondo, non solo attraverso le tue sorprendentemente belle mail ;-)
Sai che non sono un blogger, ho aspettato che venissi a Macchu Picchu per postare un commento, ma le foto e i racconti li ho seguiti tutti...tanto che ho deciso di non parlarti più per il tuo 'jugo de rana...bleah. Ma questo senso di nausea non basta a levare dalla bocca quel leggero sapore di invidia che ho in bocca, come per chiunue faccia un bel viaggio come il tuo. Ma come mi ha detto la mia amica Rita quando ero io a stare fuori, dopotutto l'invidia non è un brtto sentimento.
Buona fine viaggio, Rocco.