Mi sono buttato sul letto e sono svenuto!
Trip Start
Feb 13, 2008
1
12
15
Trip End
Mar 02, 2008
Where I stayed
Ma in che ostello sono capitato?? Dopo aver scritto l'ultimo post, sono tornato in ostello e sono andato a prendermi una birra con Noel nel bar. Qui inizialmente si chiaccherava del piu' e del meno e sulle prossime avventure dell giorno dopo nella Valle Sacra. Alle 22 scopriamo con meraviglia che c'e' l'Happy Hour, che non e' un aperitivo come si usa a Milano, bensi' tutto quello che si prende da bere si paga la meta', o meglio se ordini un cuba libre te ne danno due al prezzo di uno. Che fare? Partecipiamo anche noi alla festa. Sara' l'alcol, sara' il clima giovanile, sara' il clima di un ostello internazionale gestito da stranieri, beh fatto sta che dopo circa mezz'ora eravamo tutti amici!! Ecco cosi' che mi trovo a parlare con Daniel, un gallese che parla italiano con accento aretino e vive (indovinate un po') in Australia (e basta!!!) , Daniel sta girando tra il peru' e la Bolivia a piedi, prende qualche autobus per gli spostamenti piu' significativi e poi gira a piedi, si fa dai 15 ai 25 kilometri al giorno, se stanco bivacca in qualche ostello, come sta facendo ora. Che grinta! Ora e' il momento di Hadlla e Var, due ragazze delle isole Faer Oer, che si stanno girando il sudamerica in cerca di avventura, sono appena tornate dal trekking a Machu Picchu e il giorno dopo sarebbero partite per il lago titicaca. Pazze! Adesso mi metto a parlare con Derek, un ragazzo del new jersey che non era a conoscenza dell'esistenza delle isole Faer Oer. Tralascio ogni commento. La serta prosegue e dalle chiacchere si passa alle danze.
"Ollantaytambo" e' una cittadina che conserva ancora oggi la pianta urbana della vecchia citta' Inca, e' un contorcersi di stradine, canali di raccolta dell'acqua piovana e case piu' o meno conservate. Il tutto e' sovrastato dalle rovine della vecchia citta' Inca dove risiedevano la nobilta' e gli astronomi. Nel fianco della montagna dirimpetto alla citta', la popolazione di allora ha pensato di costruire dei depositi per il mais nei momenti di magra, questi depositi sono stati scavati a mano nel fianco della montagna a circa 400 metri al di sopra del livello del fiume. Non paghi di questo sforzo, quell'instancabile popolo ha pensato bene di tagliare la cima della montagna (si tagliare la cima della montagna) per permettere alla luce di raggiungere piu' facilmente il villaggio, come simbolo di riconoscimento al dio del sole. Che matti!
L'ulitmo sito che visitiamo lo raggiugiamo nel pomeriggio inoltrato, "Chinchero". Questo sito altro non e' che una chiesa cattolica costruita sulle fondamenta di un vecchio tempio Inca, distrutto in segno del passaggio alla religione cattolica. Io non l'ho trovato interessante. La cosa pero' che continua ad affascinarmi delle Ande, e' il cielo. Quassu in questo sperduto villaggio a 3.700 metri di altezza, meta di un turismo affrettato, alzare la testa e ammirare le nuvole cosi' vicine e questi colori nitidi che cambiamo in attimi fulminei merita tutto lo sforzo fatto fin'ora. Mi appaga! Questo connubio di cielo e terra che ci porta ai confini del mondo mi rende sereno. Lascio passare la gita frenetica, sono contento. Il ritorno a casa e' faticoso, siamo tutti stanchi per le lunghe camminate su e giu' per le montagne in visita alle rovine, e la strada e' accidentata, il pulmino va a 20 all'ora e l'arrivo in ostello previsto per le 19 sara' alle 21. La gita e' finita, in fondo mi e' piaciuta, ma adesso dopo le notti bravi, sapendo che l'indomani ci aspetta Machu Picchu con sveglia alle 5:30, in accordo con Noel, decidiamo di declinare l'ammiccante invito alla festa nel bar dell'ostello e andiamo a dormire. Pur sotto il martellante suono della musica fino a notte inoltrata, mi sono buttato sul letto e sono svenuto!
Birre, Birre, Birre
Gente ubriaca che comincia a ballare sul bancone del bar, sui tavoli, sui davanzali delle finestre, tutti amici, tutti abbracciati. La cosa divertente e' che sara' cosi' tutte le stramaledette sere. Festa sfrenata fino alle 3 del mattino. E noi il giorno dopo ci saremmo dovuti svegliare alle 6:30 per andare a vedere le rovine Inca della valle sacra. Ci rinuncio, di dormire in questa vacanza non se ne parla! Marted' 26 febbraio, sveglia alle 6:30, pensavo di non farcela. Mi alzo, mi faccio una doccia, vado a fare una abbondante colazione irlandese con Noel, e attendiamo stanchi l'arrivo del pulmino che ci avrebbe portato in gita. Il modo miglio per vedere bene la valle sacra e' passarci almeno tre giorni, visitando con tutta calma tutti gli innumerevoli e affascinanti siti archeologici lasciati dagli Inca. Per mancanza di tempo, noi ci siamo imbarcati in una delle tante gite turistiche che per pochi soles ti fanno fare il giro in pulmino dei siti archeologici piu' importanti. Ritmi serratissimi. 20 minuti al mercato, 48 al primo sito, 27 minuti al secondo mercato, 1h 53 al secondo sito, 45 mintui il pranzo....e cosi' via fino al ritorno a casa. Decisamente non il modo migliore per visitarli, in piu' ad ogni sosta la nostra guida faceva salire sull'autobus un promotore di artigianato locale intento a vendere a noi sciagurati turisti qualche prodotto tipico della zona. Deprimente. Ma spendo due parole anche per i siti visitati. Duarnater la gita ci hanno trascinato nei siti di "Pisac", "Ollantaytambo" e "Chinchero".
Dentro Ollantaytambo
Rappresentano tutte e tre dei vecchi capoluoghi di provincia in cui era suddiviso l'impero Cusqueño. Pisac e' notevole, un importante centro astronomico Inca abbarbicato sul finco di un montagna fino alla sua cima, un insieme di rocce perfettamente squadrate, diligentemente disposte in questo impervio scenario montuoso. E' interesaante vedere come gli inca abbiamo domato delle montagne cosi' impraticabili e ne abbiamo fatto il centro di una fervida cultura ormai persa. La nostra guida ci ha spiegato, con la solita fretta, come la popolazione di allora abbia tagliato le rocce e le abbia trasportate per kilometri su per le montagne, poi via altro sito. "Ollantaytambo" e' una cittadina che conserva ancora oggi la pianta urbana della vecchia citta' Inca, e' un contorcersi di stradine, canali di raccolta dell'acqua piovana e case piu' o meno conservate. Il tutto e' sovrastato dalle rovine della vecchia citta' Inca dove risiedevano la nobilta' e gli astronomi. Nel fianco della montagna dirimpetto alla citta', la popolazione di allora ha pensato di costruire dei depositi per il mais nei momenti di magra, questi depositi sono stati scavati a mano nel fianco della montagna a circa 400 metri al di sopra del livello del fiume. Non paghi di questo sforzo, quell'instancabile popolo ha pensato bene di tagliare la cima della montagna (si tagliare la cima della montagna) per permettere alla luce di raggiungere piu' facilmente il villaggio, come simbolo di riconoscimento al dio del sole. Che matti!
L'ulitmo sito che visitiamo lo raggiugiamo nel pomeriggio inoltrato, "Chinchero". Questo sito altro non e' che una chiesa cattolica costruita sulle fondamenta di un vecchio tempio Inca, distrutto in segno del passaggio alla religione cattolica. Io non l'ho trovato interessante. La cosa pero' che continua ad affascinarmi delle Ande, e' il cielo. Quassu in questo sperduto villaggio a 3.700 metri di altezza, meta di un turismo affrettato, alzare la testa e ammirare le nuvole cosi' vicine e questi colori nitidi che cambiamo in attimi fulminei merita tutto lo sforzo fatto fin'ora. Mi appaga! Questo connubio di cielo e terra che ci porta ai confini del mondo mi rende sereno. Lascio passare la gita frenetica, sono contento. Il ritorno a casa e' faticoso, siamo tutti stanchi per le lunghe camminate su e giu' per le montagne in visita alle rovine, e la strada e' accidentata, il pulmino va a 20 all'ora e l'arrivo in ostello previsto per le 19 sara' alle 21. La gita e' finita, in fondo mi e' piaciuta, ma adesso dopo le notti bravi, sapendo che l'indomani ci aspetta Machu Picchu con sveglia alle 5:30, in accordo con Noel, decidiamo di declinare l'ammiccante invito alla festa nel bar dell'ostello e andiamo a dormire. Pur sotto il martellante suono della musica fino a notte inoltrata, mi sono buttato sul letto e sono svenuto!



Comments
e qui sarò il primo
Ostello...che storie! La parola non mi suona nuova...c'ho ancora troppo l'immagine dell'australiano nostro compagno di DORM che si lava i denti con i piedi a mollo nelle pozzanghere del bagno (in comune e 3 piani sotto al nostro DORM)...Chelsea Hostel, come dimenticarlo?!!?
...però niente feste purtroppo, ricordi, siamo fuggiti subito dopo la prima notte...mi raccomando 'tira tira tira muitas fotos! e cuidate'.
Cià!