<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
<title>baldolino&#x27;s TravelStream&#x2122; &#x2014; Recent TravelPod.com entries</title>
<description>TravelStream&#x2122; news feed for member baldolino on TravelPod&#x27;s free travel blogs service</description>
<atom:link rel="self" type="application/atom+xml" title="baldolino&amp;#x27;s TravelStream&amp;#x2122; &amp;#x2014; Recent TravelPod.com entries" href="http://www.travelpod.com/syndication/rss/baldolino" />
<link>http://www.travelpod.com/syndication/rss/baldolino</link>
<language>en-us</language>
<copyright>Copyright &#xA9;2009 TravelPod.com</copyright>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 18:30:41 -0500</pubDate>
<generator>http://www.travelpod.com</generator><item>
    <title>Alla volta dell&#x27;Italia &#x2014; Cusco, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204205760/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204205760/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204205760/tpod.html</guid>
    <pubDate>Mon, 03 Mar 2008 18:30:41 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204205760/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Cusco, Peru</b><br /><br />L'ultimo giorno a Cusco e' una tortura. Le notti brave, le camminate, le terme, la pioggia, hanno fatto calare sul mio corpo la dura maledizione del viaggiatore (la maledizione di Monctezuma). Sono stato praticamente a letto tutto il giorno attanagliato da dolori di stomaco e frequenti visite ai puliti bagni del Loki Hostel. Oggi ho abbandonato Noel nei suoi giri per il centro e sono stato a riposarmi, ma in fondo l'avevo dichiarato, questa giornata era dedicata al riposo. Verso sera pero' comincio a preoccuparmi dei miei dolori e decido di scendere dalla mia stanza e andarmi a prendere delle medicine nella piu' vicina farmacia, che scopro essere non porprio vicina. Una volta li' la gentile commessa mi consiglia cosa prendere e mi vende le mie pillole, che qui in Peru' vengono vendute sfuse (ti serve solo una pillola, una te ne vendono non tutto il pacchetto, meglio cosi'). Io per star sicuro ne prendo sei e ingurgito subito la prima sperando nell'effetto voluto. Torno verso l'ostello e le cose sembrano migliorare, tant'e' che mi viene una gran fame, visto che e' dal giorno prima che non mangio. In ostello ritrovo Noel ed insieme andiamo a mangiare qualcosa. La cena e' abbondante, della buonissima carne e delle patate bollite, i dolori di stomaco sembrano attenuarsi. Ma la giornata di oggi e' da dimenticare. Tornati dalla cena siamo entrambi visibilmente stanchi, trascorriamo un po' di tempo in internet e poi andiamo a prenderci un ultimo conforte prima di salutarci per l'ultima volta. Torniamo nel bar dell'ostello, il clima oggi sembra stemperato, piu' soft delle scorse notti, meglio, non avevo voglia ne' il fisico per fare serata. Facciamo la nostra bella chiaccherata con anche gli amici conosciuti in questi giorni, (di molti non ricordo il nome), si parla del piu' e del meno, io do qualche consiglio a Noel sul suo imminente proseguimento di viaggio in Europa, e lui mi invita ad andarlo a trovare ad Adelaide. Poi stanchi ma in ogni caso soddisfatti della serata andiamo a dormire. Ci salutiamo per l'ultima volta e io ringrazio Noel per la sua compagnia. E' stato veramente il compagno di viaggio perfetto, semplice, instancabile e positivo, ce ne vorrebbero di cosi'. <br>Vado a dormire e l'indomani solita sveglia all'alba per andare all'aeroporto di Cusco dove prendero' l'aereo per Lima. <br>In questo momento sono seduto davanti ad un PC all'aeroporto di Cusco. Piove a dirotto e il mio aereo e' in ritardo di 2 ore, e forse il ritardo   aumentera' (alla fine saranno 4 ore e trenta minuti di ritardo). Approfitto dell'attesa per scrivere questo post di transizione. Oggi e' il mio ultimo giorno in Peru', la vacanza e' finita, stasera inviero' il mio ultimo post e domani ripartiro' alla volta dell'Italia.<br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Io non ho paura &#x2014; Nasca, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203200640/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203200640/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203200640/tpod.html</guid>
    <pubDate>Fri, 29 Feb 2008 18:41:05 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203200640/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Nasca, Peru</b><br /><br />La cordigliera Andina, per la sua conformazione e' un territorio geologicamente in fermento, da sempre le nazioni andine si sono scontrate con movimenti tellurici che hanno provocato mortwe e devastazione. Non e' da meno il Peru', basta ricordare il terremoto del 1964 che devasto' Cuzco, o quello del 2003 che provoco ingenti danni alla regione di Arequipa. Il 15 agosto del 2007 tuttavia, l'inclemente furia della natura scelse come vittima inerte della sua devastazione proprio Pisco, dove 45 secondi di violente scosse hanno quasi raso al suolo la citta&#xB4;. Sono capitato quindi in una citta fantasma, piena di macerie e ferite aperte che mostrano la crudelta' del terremoto. Dalla guida tra le cose da vedere c'era il cimitero di Pisco, raso al suolo, la cattedrale, di cui rimangono solo i due campanili (il resto e' stato sostituito da un tendone di plastica verde militare), un museo di storia naturale con uno schletro di balena, oggi solo la facciata e' rimasta in piedi e un insegna stradale (tra l'altro un evento a Pisco). Insomma di cose da vedere ce ne sono ben poche, quindi mi muovo per comprare i biglieti al tour in barca delle isole Bellestas, vero motivo dalla mia visita a Pisco. Chiedo alla reception dell'albergo informazioni e loro solerti mi presentano tale Peter, un attivo e un po' mafioso agente turistico della citta'. Lui mi porta con se al suo ufficio, una baracca in legno nella piazza princpale e mi pesenta i suoi soci, Victor, Willy e Gino, non so com'e`,ma risulto simpatico, mi offrono un bicchiere di succo di maracuja e mi vendono i biglietti per le isole e anche il tour in aereo sulle linee di Nazca (ci sono cascato in pieno, che pollo, due risate, un bicchiere di qualcosa e PAM, l'inculata!), pazienza tanto il volo sulle linee di Nazca l'avrei fatto lo stesso, in barca ci volevo andare, forse gli ho lasciato qualche euro in piu, ma in fondo mi stavano simpatici, e poi magari quei soldi li aiutano a ricostruirsi l'ufficio. fatto sta che da quel momento sono diventato loro amico, ogni votlta che per caso li inconravo per la strada, e Pisco non e' grande e poi non c'e' un cazzo, mi gridavano "hola Aldo". Il resto della giornata e' un pigro girovagare per le rovine della citta', sembra davero di essere in una citta&#xB4;dopo una guerra, al posto delle case, macerie, al posto dei bar, macerie, al posto delle chiese, macerie, non so com'e' ma almeno il mio ostello e' rimasto in piedi. Arrivo all'ora di cena faccio due chiacchere con la cameriera del'ostello: Miriam, prendo un bicchiere di Pisco, una specie di grappa, anzi una grappa, e poi non riesco a combattere il fuso, alle 22 crollo sul letto....Come ormai d'abitudine qui in peru', il giorno dopo mi sveglio all'alba per la gita alle isole bellestas. Sebbene le isole vengano chiamate le "Galapagos dei poveri" offrono comunque un bello spettacolo, il tragitto in barca per arrivarci e' meno brutto del previsto, il pacifo oggi e`clemente e il motoscafo di buona fattura, quindi tra delfini, leoni marini, pellicani, cormorani e centinaia, migliaia anzi milioni di altre specie di uccelli viene fuori una gita proprio carina. Le isole sono belle, ma mi accorgo, non me ne vogliate, che a far le foto sono proprio scarso, non riesco a cogliere l'attimo, mi sfuggono i particolari e alla fine le foto che vengono fuori non sono poi un granche'. Ma vi assicuri che ne e' valsa la pena. Bravo Peter! Rientro a Pisco per le 10:30, alle 13 ho l'autobus che mi portera&#xB4;a Nasca, vado al supermercato per comprare uno shampoo e il dentifricio, dove mi rendo conto che il colgate costa piu&#xB4;del pranzo, e poi mi allungo alla stazione degli autobus per prendere il biglietto, poi mi accorgo al rienro in ostello del delirio!!! Una gita di 35 Italiani e' appena arrivata alla Posada Espa&#xF1;a, vedo Miriam con le mani tra i capelli, cercando di capire cosa ognuno degli ospiti voglia pe pranzo, vedo Peter esaltato e al tempo stesso preoccupato perche' non riesce a gestire la cosa, vedo Victor correre come un matto verso la baracca per prendere i biglietti delle isole, quando a un certo punto Peter mi vede e osservo una lampadina accendersi nella sua testa, mi guarda e mi fa "Aldo ayudame, necessito de una guida en Italiano, puede venir con nosotrosos una vez mas al las islas?" Che cosa? Mi ha appena chiesto di fare da guida a 35 italiani smarriti verso le isole? Io ho appena comprato il biglietto per Nasca, il giorno dopo sarei dovuto volare sulle linee con un biglietto che lui mi aveva venduto il giorno prima, e questo mi chiede di far da guida a 35 Italiani? Per un attimo vacillo, poi dico di no, pero`accetto volentieri di fare una piccola introduzione al gruppo e spiegare come si svolgera&#xB4;la gita, al che' vengo tempestato di domande dalle sciure torinesi in preda al panico: "fa freddo?","no signora sono 30 gradi all'ombra", " devo portare il chi uei?" "no signora sono 30 gradi all'ombra e la barca e' puttosto riparata", "si puo camminare sull'isola?" "No signora a meno che non le piaccia nuotare nel guano delgi uccelli", "Ma non c'e' un ristorante sopra l'isola?" "...." avanti un altro... Alla fine delle domande sulla gita passano all'attacco cn le domande personali "ma viaggia da solo?" "Si signora, viaggio solo per il peru", "ma e`motlo che e`qui?" "No signora sono arrivato ieri", "Ma non ha paura?" "..." e cosi' via...  Dopo la breve guida ai turisti mi siedo al tavolo prima che l'orda assatanata prenda d'assalto la cucina, chiamo Miriam, che felice di vedermi mi porta il menu' del giorno: oggi finalmente CEVICHE (molluschi crudi conditi con limone, sale, cipolla e un'erba simile alla menta), piu chicharron de pescado (fritura di pesce) e camote(una specie di patata dolce Peruviana, ottima!), innaffiato da ottimo jugo de maracuja, il tutto per 2 miseri euri, grazie! scambio due battute con Miriam che non fa altro che sorridere, e alla fine del pasto prendo armi e bagagli e via verso Nasca.<br>Il tragitto dall'ostello alla stazione degli autobus e' un continuo salutare persone: "hola Aldo, buon Viaje" mi grida Willy, "adios Aldo, que te vaya bien" mi dice Victor venendomi incontro, "Adios Aldo, muchissimo gusto de conocerte" mi dice alla fine Peter stringendomi la mano, a questo punto penso: "O gli ho mollato davvero tanti soldi che mi erigeranno una statua a fianco al generale San Martin, o gli sono davero simpatico", a me piace pensare che gli sono davvero simpatico, sono priprio un inguaribile romantico! <br>Il viaggio a Nasca e' tranquillo, stavolta niente sbagli, niente deserto, arrivo a Nasca come da programma e alla stazione trovo Luis, un amico di Peter che mi accompagna al mio futro ostello, senza chiedermi un sol, grazie Peter! in ostello conosco un tipo Australiano a cui faccio da interprete per la prenotazione della camera e scambiandoci due chiacchere decidiamo di stare a cena insieme. Qui a Nasca il tempo non e' dei migliori , ieri ha piovuto e il vicino fiume ha straripato, il cielo e' grigio e minaccia pioggia e io domani alle 7 di mattina devo prendere un piper per volae sulle linee di Nasca, di certo non il giorno migliore per volare, ma in fondo: io non ho paura!<br><br>Colonna sonora del viaggio di Oggi:<br><br>Rino gaetano: tutti nel letto di Lucia<br>Belle&#x26;Sebastian: the boy with the arab strap<br>Negrita: Magnolia<br>Herry Nilsson: everybody's talking<br>Banda Bardo': Una giornata uggiosa<br>Pearl Jam: Wishlist<br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>E&#x27; solo un viaggio &#x2014; Lima, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204323300/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204323300/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204323300/tpod.html</guid>
    <pubDate>Fri, 29 Feb 2008 18:35:33 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204323300/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Lima, Peru</b><br /><br />Ho iniziato questo viaggio da solo cosi' come solo lo finiro', ma di sicuro per tutto il tempo solo non lo sono stato mai.<br><br>Ho odiato quei bambini per il sonno sottratto sull'aereo dell'andata, ma alla fine fanno parte dei miei ricordi anche loro.<br><br>Ho temuto solo nel deserto della panamericana vedendo fuggire il mio autobus, ma anche questo e' quello che tutti chiamano Peru.<br><br>Ho pagato per un dentifricio piu' che per un letto in un ostello e non riusciro' mai a capire come gira l'economia.<br><br>Ho pregato di ritornare a terra sorvolando le linee di Nasca, ma felice della nausea ricordero' sempre quel volo.<br><br>Ho sudato, e quanto ho sudato, faticando nel ca&#xF1;on del Colca, assaporando la gioia alla fine dell'impresa.<br><br>Ho ballato, e fatto ballare, nella serata strana di Puno, e questo amici rimarra' il mio ricordo.<br><br>Ho bevuto la vita festaiola delle notti del Loki Hostel, sottoponendo il mio corpo a tali sforzi da sentirlo alla fine ribellarsi.<br><br>Ho respirato Machu Picchu, appagando l'anima con la bellezza della natura e dell'uomo che la rispetta.<br><br>Ho ammirato le splendide citta' del Peru', il loro orgoglio e la loro cordialita', felice di essere tato loro ospite.<br><br>Ho conosciuto persone e storie che mi hanno arricchito e contento della nuova conoscenza la trasmetto a mio modo.<br><br>Ho scoperto nuove amcizie e nuovi compagni di viaggio che meriteanno per tutta la vita un posto nella memoria.<br><br>Ho iniziato. Ho odiato. Ho temuto. Ho pagato. Ho pregato. Ho sudato. Ho ballato. Ho bevuto. Ho respirato. Ho ammirato. Ho conosciuto. Ho scoperto....<br>...e alla fine ho capito che in fondo tutto questo e' solo un viaggio. <br><br>P.S. Ho intitolato tutti i post con la stessa frase con cui li ho conclusi, sono sicuro che ve ne siete accorti, ma forse adesso qualcuno andra' a controllare se e' vero....<br><br><br><b>Titoli di coda (rigorosamente in ordine alfabetico):</b><br><br>Ale (avambrazzo): Purtroppo non ho usato la donazione per l'aragosta, pero' credo di non averla affatto sprecata<br><br>Carlo: Se c'era uno che ero sicuro apprezzasse la musica eri tu, ci avevo beccato<br><br>Cristina: Tanti auguri...anche se in ritardo, mi fa piacere che continui a leggere le mie avventure<br><br>Daniela: Grazie per i complimento sulla scrittura, ma non ha fatto altro che buttare giu' le sensazioni<br><br>Daniele (colosso): Ti assicuro che quello che hai visto sul campo di calcetto non e' niente in confronto allo straccio che ero dopo il ca&#xF1;on<br><br>Donato: Il primo a mettere il commento sul blog, quindi avrebbe meritato il primo ringraziamento, ma il tuo nome comincia per D.... Grazie Donny e grazie anche per la donazione, e' stata investita nella maniera piu' corretta. Ah in bocca al lupo per il nuovo lavoro....<br><br>Fabio: Non una ma cento birre a Cusco, solo che scendere fino alla plaza de Armas era troppo faticoso, ho preferirlo prenderle in ostello<br><br>Fabrizio: Alla fine sono arrivati anche gli ultimi post, dammi tregua non sono mica una macchina...<br><br>Gabriele: Assiduo risponditore delle mail, e prezioso dispensatore di notizie storiche, ne riparleremo davanti ad una deliziosa cena.<br><br>Guzzo: Uno dei maggiori commentatori del Blog, la T-Shirt la scelgo con gusto. Certo che lo ricordo il Chelsea Hostel!<br><br>La Mamma: Tutto quello che ho scritto su serate brave e bevute e' tutto falso, non ti preoccupare.<br><br>Marco (mio cugino): Grazie Marco, sapevo di non essere solo lassu nel ca&#xF1;on, ora ho le prove<br><br>Massi: Le aldate, Massi, sono io. fammi vedere di cosa sei capace nell'imminente vacanza<br><br>Michele B.: Vedi Fabio. Grazie del supporto, forse qualche birra pero' potevo evitarla.<br><br>Michele C.: Il primo a cui ho dedicato un pasto, di sicuro il piu' buono!<br><br>Mirko: Grazie Mirko del supporto e per la donazione, ma soprattutto grazie del lettore della scheda SD, senza non sarei mai riuscito a mettere le foto sul blog.<br><br>Paola: Vedi Avambrazzo. De toda manera si, mi viaje sigue siendo meravilloso, tambien si termina hoy.<br><br>Rocco: La tua non e' invidia, e' voglia di essere li', come la sentivo io leggendo le tue mail dalla Nuova Zelanda. Siamo i migliori compagni di viaggio che ognuno di noi due possa chiedere, quindi un pensiero da Machu Picchu lo valeva di sicuro.<br><br>Sandro D.P.: L'ispiratore del titolo del post da Madrid non puo' che essere salutato con: Siii Va, Siii Vola!<br><br>Tiziana: Un viaggio da soli e' una cosa da augurare, e' piacevole e poi non si smette mai di conoscere, se stessi e gli altri.<br><br>Valeria: Spero che un brindisi al Goganga l'abbiate fatto anche in mio onore, ci rivediamo a casa, anche se ancora per poco.<br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Domani non ci sono programmi. Solo Ozio! &#x2014; Machu Picchu, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204146060/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204146060/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204146060/tpod.html</guid>
    <pubDate>Thu, 28 Feb 2008 17:08:00 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204146060/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Machu Picchu, Peru</b><br /><br />5:30 di mattina del 27 febbraio, suona la sveglia. Io sono gia' con gli occhi aperti, forse ansioso di partire alla volta della citta' perduta o forse semplicemente perche' ieri sono andato  letto presto, mi alzo, faccio una rapida doccia e raggiungo Noel alla reception. Cominciamo a camminare per raggiungere la stazione dove il treno delle 6:20 ci avrebbe portato a Machu Picchu. Io e Noel partiamo per questa mia ultima gita con due atteggiamenti differenti. Per Noel raggiungere Machu Picchu non e' altro che aggiungere una bandierina nella cartina che si sta costruendo, mentre per me rappresenta l'arrivo di un viaggio, l'ultimo passo prima di dire "l'ho fatto!". Ma carichi di aspettative ci sediamo alla fine sul treno e ci muoviamo alla volta di Aguas Calientes. Il treno percorre il suo tragitto accompagnando nella sua impetuosa ed eterna corsa verso il rio delle amazzoni, il fiume Urubamba. I paesaggi tagliati dal treno lasciano senza parole, il ca&#xF1;on dell-urubamba e&#xB4; uno spettacolo di verde, rapide, calanchi e faraglioni che esaltano il turista in attesa dell&#xB4;arrivo a destinazione, ma rappresenta anche l&#xB4;unico mezzo di trasporto per raggiungere Machu Picchu, non ci sono strade percorribili con automezzi che arrivano ad Aguas Calientes, ecco perche&#xB4; il treno e&#xB4; cosi&#xB4; caro e perche&#xB4; molti mochilleros preferiscono andare a piedi.<br>Aguas Calientes e&#xB4; una cittadina nata all pendici di Macchu Picchu (per questo anche nota col nome di Machu Picchu pueblo) e costruita senza logica, un incongruente ammasso di negozi, ristoranti, ostelli e alberghi nati con lo scopo di far spendere, ai milioni di turisti che invadono queste zone, piu` soles possibile. Il luogo dove sorge Aguas Caliente tuttavia e` suggestivo, nel bel mezzo di una gola fatta di imponenti faraglioni coperti di vegetazione, tra le rapide ipnotiche del fiume urubamba e il verde della foresta nebulare. Tuttavia Aguas Calentes fa schifo. Arrivati a destinazione ci imbarchiamo con altri centinaia di turisti su uno dei tanti bus che ci avrebbero portato in cima. Eccoci in cima. Eccoci finalmente a Machu Picchu! Meta finale del mio viaggio! <br>Machu Picchu si apre davanti ai nostri occhi e mi rendo conto di osservare una delle costruzione piu&#xB4; maestose che l&#xB4;uomo abbia mai costruito. Machu Picchu &#xE9; natura, &#xE9; il verde della foresta, &#xE9; il colore in continuo mutamento del cielo, Machu Picchu &#xE9; pensiero, &#xE9; misticismo, &#xE9; il respiro delle popolazioni Inca, Machu Picchu &#xE9; affascinante! Purtroppo pero&#xB4; la citta&#xB4; perduta &#xE9; anche e (mi dispiace dirlo) soprattutto, la meta del turismo piu&#xB4; selvaggio, assaltata ogni giorno di ogni anno da centinaia di turisti che in molti casi hanno come unico scopo quello di dire: io c&#xB4;ero! Questa &#xE9; la condanna di uno dei posti piu&#xB4; belli del mondo, &#xE9; la condanna del fascino della natura resa accessibile, &#xE9; la condanna della bellezza alla portati di molti. Una volta in giro per le rovine scattiamo le nostre foto da bravi turisti e poi decidiamo che questo non va bene: siamo viaggiatori, non turisti. Quindi decidiamo di salire in cima a Wayna Picchu. Se avete presente la classica immagine da cartolina di Machu Picchu, avrete sicuramente presente una cima che sovrasta la citta&#xB4;, come un panettone alle spalle del pueblo. Quella &#xE9; Wayna Picchu. Picchu in antica lingua quechua &#xE9; il mucchietto che si forma nella guancia di chiunque mastichi le foglie di coca, gli inca hanno utilizzato questo nome per indicare molte delle cime a loro care. Sulla cima di questa montagna si possono vedere ancora i resti del vechio osservatorio astronomico usato per leggere il cielo. <br>La salita in cima alla montagna e&#xB4;, manco a dirlo, faticosa. La ragazza nel gabbiotto al principio della salita ci dice che per arrivare in cima ci vuole un&#xB4;ora e mezo di cammino, noi al motto " We are travelere, not turist" cominciamo l&#xB4;ascesa che, forti delle imprese del ca&#xF1;on del colca, copriamo in un&#xB4;ora di dura e impegnativa scalata. La strada si compone di centinaia di scalini asimmetrici, di corde, di terra e fango, di gallerie scavate  mano dagli inca, insomma da sola merita la fatica. Arrivati in cima tuttavia, la vista su Machu Picchu, sulla gola dell-urubamba, sulle montagne attorno &#xE9; commovente. Inno alla mano sapiente della natura confusa con l-uomo. Cibo per gli occhi, nutrimento per l&#xB4;anima. Potrei descrivere quello che si vede dalla cima, ma preferisco appagare lo sguardo e invitare, chi non lo ha gia&#xB4; fatto, a provare l&#xB4;ebrezza di essere quassu&#xB4;. Sono contento ed orgoglioso. Ma adesso e&#xB4; ora di scendere, e da adesso in poi, l&#xB4;unica padrona della zona sara&#xB4; la pioggia. In principio una sottile e fastidiosa pioggerellina, che lubrifica i gradini della discesa ed offusca la vista, poi arrivati al punto di partenza, comincia a fare sul serio, un crudelle acquazzone si abbate sulle nostre teste. Decidiamo di fermarci sotto una capanna in attesa di rivedere il cielo azzurro, attendiamo un buona ora al riparo del tetto di paglia ma la piopggia non cede. Allora armati di incosceinza e coraggio, decidimo di ritornare a Aguas Calientes. Il percorso tra le rovine di Machu Picchu soto la pioggia e&#xB4; in ogni caso piacevole, non ci troviamo in mezzo alle orde di turisti e possiamo osservare la citta&#xB4; quasi da soli. Arrivati all&#xB4;imgresso della citta&#xB4; ci prendiamo il solito mate di coca in attesa del bus che ci avrebbe riportati ad Aguas Calientes. <br>Una volta tornati a Machu Picchu Pueblo, abbiamo ancora tre ore da ammazzare prima di riprendere il treno per Cusco. Piove. Aguas Caliente non offre granche&#xB4; tranne i bagni di acqua termale. Pur piovendo scegliamo di andare comunque a rilassare le mebra tra le calde aque delle terme. Abbiamo fatto bene! CI voleva! Qui conosciamo una coppia ubriaca di americani della louisiana che ci stringono ad un angolo della piscina bombardandoci di minchiate, ad un certo punto lei comincia un discorso contorto sulla struttura dei canali di scolo dall&#xB4;acqua piovana di Cusco, paragonando Cusco a Venezia???? Ora: Cusco e&#xB4; una citta nata a 3.400 metri di altezza, circondata da montagne che sfiorano i 6.000 che mai puo&#xB4; avere in comune con una citta&#xB4; lagunare??? Vallo a spiegare a una della lousiana. Ecco cosa intendevo per turismo selvaggio! Io cedo, lascio solo Noel a conversare con i gringos e fingo annegare.^Per fortuna i due americani vanno via prima di noi, quindi ci lasciano il tempo di rilassarci un po&#xB4; prima di tornare a Cusco. Il ritorno e&#xB4; tutto sommato piacevole. Una volta scesi dal treno condividiamo un taxi con una ragazza finlandese e un ragazzo algerino, insomma in un taxi peruviano a Cusco si trovano una finladese, un algerino, un irlamdese che vive in australia e un italiano. Semba quasi una barzelletta. Arrivati in ostello, ci facciamo una bella doccia e stavolta cediamo al richiamo della festa dell'ostello, nuove facce, ma stesso clima: tutti amici!!! Che bella Cusco! E anche stavolta facciamo le 3 di notte. Ma domani non ci sono programmi. Solo Ozio!<br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Mi sono buttato sul letto e sono svenuto! &#x2014; Cusco, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204041120/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204041120/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204041120/tpod.html</guid>
    <pubDate>Thu, 28 Feb 2008 11:42:18 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1204041120/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Cusco, Peru</b><br /><br />Ma in che ostello sono capitato?? Dopo aver scritto l'ultimo post, sono tornato in ostello e sono andato a prendermi una birra con Noel nel bar. Qui inizialmente si chiaccherava del piu' e del meno e sulle prossime avventure dell giorno dopo nella Valle Sacra. Alle 22 scopriamo con meraviglia che c'e' l'Happy Hour, che non e' un aperitivo come si usa a Milano, bensi' tutto quello che si prende da bere si paga la meta', o meglio se ordini un cuba libre te ne danno due al prezzo di uno. Che fare? Partecipiamo anche noi alla festa. Sara' l'alcol, sara' il clima giovanile, sara' il clima di un ostello internazionale gestito da stranieri, beh fatto sta che dopo circa mezz'ora eravamo tutti amici!! Ecco cosi' che mi trovo a parlare con Daniel, un gallese che parla italiano con accento aretino e vive (indovinate un po') in Australia (e basta!!!) , Daniel sta girando tra il peru' e la Bolivia a piedi, prende qualche autobus per gli spostamenti piu' significativi e poi gira a piedi, si fa dai 15 ai 25 kilometri al giorno, se stanco bivacca in qualche ostello, come sta facendo ora. Che grinta! Ora e' il momento di Hadlla e Var, due ragazze delle isole Faer Oer, che si stanno girando il sudamerica in cerca di avventura, sono appena tornate dal trekking a Machu Picchu e il giorno dopo sarebbero partite per il lago titicaca. Pazze! Adesso mi metto a parlare con Derek, un ragazzo del new jersey che non era a conoscenza dell'esistenza delle isole Faer Oer. Tralascio ogni commento. La serta prosegue e dalle chiacchere si passa alle danze. Gente ubriaca che comincia a ballare sul bancone del bar, sui tavoli, sui davanzali delle finestre, tutti amici, tutti abbracciati. La cosa divertente e' che sara' cosi' tutte le stramaledette sere. Festa sfrenata fino alle 3 del mattino. E noi il giorno dopo ci saremmo dovuti svegliare alle 6:30 per andare a vedere le rovine Inca della valle sacra. Ci rinuncio, di dormire in questa vacanza non se ne parla! Marted' 26 febbraio, sveglia alle 6:30, pensavo di non farcela. Mi alzo, mi faccio una doccia, vado a fare una abbondante colazione irlandese con Noel, e attendiamo stanchi l'arrivo del pulmino che ci avrebbe portato in gita. Il modo miglio per vedere bene la valle sacra e' passarci almeno tre giorni, visitando con tutta calma tutti gli innumerevoli e affascinanti siti archeologici lasciati dagli Inca. Per mancanza di tempo, noi ci siamo imbarcati in una delle tante gite turistiche che per pochi soles ti fanno fare il giro in pulmino dei siti archeologici piu' importanti. Ritmi serratissimi. 20 minuti al mercato, 48 al primo sito, 27 minuti al secondo mercato, 1h 53 al secondo sito, 45 mintui il pranzo....e cosi' via fino al ritorno a casa. Decisamente non il modo migliore per visitarli, in piu' ad ogni sosta la nostra guida faceva salire sull'autobus un promotore di artigianato locale intento a vendere a noi sciagurati turisti qualche prodotto tipico della zona. Deprimente. Ma spendo due parole anche per i siti visitati. Duarnater la gita ci hanno trascinato nei siti di "Pisac", "Ollantaytambo" e "Chinchero". Rappresentano tutte e tre dei vecchi capoluoghi di provincia in cui era suddiviso l'impero Cusque&#xF1;o. Pisac e' notevole, un importante centro astronomico Inca abbarbicato sul finco di un montagna fino alla sua cima, un insieme di rocce perfettamente squadrate, diligentemente disposte in questo impervio scenario montuoso. E' interesaante vedere come gli inca abbiamo domato delle montagne cosi' impraticabili e ne abbiamo fatto il centro di una fervida cultura ormai persa. La nostra guida ci ha spiegato, con la solita fretta, come la popolazione di allora abbia tagliato le rocce e le abbia trasportate per kilometri su per le montagne, poi via altro sito. <br>"Ollantaytambo" e' una cittadina che conserva ancora oggi la pianta urbana della vecchia citta' Inca, e' un contorcersi di stradine, canali di raccolta dell'acqua piovana e case piu' o meno conservate. Il tutto e' sovrastato dalle rovine della vecchia citta' Inca dove risiedevano la nobilta' e gli astronomi. Nel fianco della montagna dirimpetto alla citta', la popolazione di allora ha pensato di costruire dei depositi per il mais nei momenti di magra, questi depositi sono stati scavati a mano nel fianco della montagna a circa 400 metri al di sopra del livello del fiume. Non paghi di questo sforzo, quell'instancabile popolo ha pensato bene di tagliare la cima della montagna (si tagliare la cima della montagna) per permettere alla luce di raggiungere piu' facilmente il villaggio, come simbolo di riconoscimento al dio del sole. Che matti! <br>L'ulitmo sito che visitiamo lo raggiugiamo nel pomeriggio inoltrato, "Chinchero". Questo sito altro non e' che una chiesa cattolica costruita sulle fondamenta di un vecchio tempio Inca, distrutto in segno del passaggio alla religione cattolica. Io non l'ho trovato interessante. La cosa pero' che continua ad affascinarmi delle Ande, e' il cielo. Quassu in questo sperduto villaggio a 3.700 metri di altezza, meta di un turismo affrettato, alzare la testa e ammirare le nuvole cosi' vicine e questi colori nitidi che cambiamo in attimi fulminei merita tutto lo sforzo fatto fin'ora. Mi appaga! Questo connubio di cielo e terra che ci porta ai confini del mondo mi rende sereno. Lascio passare la gita frenetica, sono contento. Il ritorno a casa e' faticoso, siamo tutti stanchi per le lunghe camminate su e giu' per le montagne in visita alle rovine, e la strada e' accidentata, il pulmino va a 20 all'ora e l'arrivo in ostello previsto per le 19 sara' alle 21. La gita e' finita, in fondo mi e' piaciuta, ma adesso dopo le notti bravi, sapendo che l'indomani ci aspetta Machu Picchu con sveglia alle 5:30, in accordo con Noel, decidiamo di declinare l'ammiccante invito alla festa nel bar dell'ostello e andiamo a dormire. Pur sotto il martellante suono della musica fino a notte inoltrata, mi sono buttato sul letto e sono svenuto!<br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Se troviamo le forze!! &#x2014; Cusco, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203977580/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203977580/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203977580/tpod.html</guid>
    <pubDate>Mon, 25 Feb 2008 18:03:17 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203977580/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Cusco, Peru</b><br /><br />Il seguito della giornata a Puno e' stata quasi ridicola. Ero a pezzi. Uno straccio. Dopo aver passato un po' di tempo in internet quella mattina sono tornato in ostello ed ho trovato Diego che ha detto di essere troppo stanco per partire quel giorno e avrebbe rimandato la partenza al giorno dopo. Decidiamo quindi di andare in gita sulle isole flottanti nel pomeriggio, io nel frattempo pero&#xB4;ho lasciato la camera, mentre per fortuna Diego ha deciso di fermarsi un'altro giorno, per cui manteniamo la stanza dove eravamo e io ne approfittero' nel pomeriggio per schiacciare un pisolino prima dell'autobus che mi portera' a Cusco alle 21:30, tanto siamo gli unici ospiti dell'ostello. La sola cosa che pero' devo dire e' che siamo tutti e due delle pezze, non abbiamo piu' il fisico, almeno io!  Attendiamo pigramente il pomeriggio per andare in gita al lago. Ci trasciniamo fino al molo dove riusciamo a prendere per pochi soles una barca che ci portera' alle isole flottanti degli Uros. Le isole sono incredibili, sono un ammasso di un certo tipo di radice che gli abitanti del luogo hanno "montato" molto tempo addietro per sfuggire alla conquista spagnola. Pero' la gita e' un po' deprimente, ci buttano fuori dalla barca per assistere a penose attivita' turistiche di consumismo, bancarelle che vendono artigianato locale ci attorniano ad ogni isola, e visto che questa vendita di oggetti risulta la fonta primaria di sostentamento per la popolazione degli Uros, ci si sente quasi in obbligo di comprare qualcosa, ma desisto. In compenso il cielo sopra il lago titicaca, a 4.000 metri dal livello del mare, e' uno spettacolo, un continuo mutare di colori, dal grigiore minaccioso delle nuvole cariche di pioggia, all'azzurro luminoso della volta celeste, tutto in un unico colpo d'occhio, quasi come un dipinto di un pittore indeciso su cosa rappresentare. E' davvero suggestivo, uno dei cieli piu' belli della mia vita, ho cercato di prenderlo con qualche foto, ma purtroppo la bellezza vista dagli occhi non riesco a riproporla col l'obiettivo. Spero con le parole di trasmettere quella bellezza. Io e Diego pero', tra la stanchezza che ci attanaglia e la noia della gita, siamo contenti quando il pilota ci dice che dobbiamo tornare prima al molo perche' le nuvole minacciamo pioggia. Torniamo quindi all'ostello non senza beccarci la pioggia promessa dal nocchiere. Ci buttiamo un po' sul letto e lasciamo trascorrere il tempo fino alla mia partenza. Tra un film e uno spettacolo americano sulla campagna elettorale. Alle 20:00 saluto per l'ultima volta Diego, ci scambiamo gli indirizzi mail, ci scriviamo dei gruppi musicali da scaricare una volta tornati a casa e poi lascio definitivamente il mio compagno di viaggio. Vado alla stazione degli autobus dove mi attende un ennesimo catorcio che mi portera' a Cusco durante la notte. L'autobus non e' proprio un catorcio, ma in ogni caso le 7 ore di viaggio le passo con gli occhi aperti, sono scomodo in quei sedili stretti e la strada non e' mai una pista di velluto. Arrivo a Cusco alle 4:30 di mattina, nell'autobus reincontro i due ragazzi argentini che avevo incontrato ad Arequipa, con loro dividero' il taxi fino all'ostello dove dovrei trovare Noel. Una volta arrivato all'ostello, mi prendo un letto in camerata, e svengo sul duro materasso. Alle 9:00 tuttavia riprendo conoscenza, non riesco piu' a dormire a allora mi alzo, mando rapidamente una mail a Noel dicendo che sono in ostello e mi incammino alla scoperta di Cusco.  Citta' affascinante, la citta' piu' antica e da sempre popolata del sud america, capitale del regno inca nel suo massimo splendore, si contorce tra ripide salite e caratteristici vicoletti con ancora le vecchie mura del popolo di Manco Capac. Fu infatti costui, il primo Inca, a fondare la citta', su mandato del dio del sole che gli ordino' di trovare l'ombelico del mondo e lui lo trovo nel luogo che poi sarebbe diventato Cusco. Bella davvero bella, assaltata da turisti in ogni dove, contornata da splendide cattedrali in stile coloniale e viste da mozzafiato sulle vette intorno, a mio parere e' la piu' bella citta' del Peru. Faccio un camminata perdondomi tra le stradine cercando begli scorci da fermare sulla mia Kodak, quando ad un certo punto mi sento chiamare "Oldo, Oldo" era Noel! Mi racconta delle sue avventure a Cusco, io gli racconto delle mie e di Diego e proseguiamo il giro per la citta'. Siamo entrambi distrutti, io ho dormito 8 ore in tre giorni, sono ancora provato dal ca&#xF1;on del colca e Noel non e' da meno. Facciamo comunque un bel giretto. Poi stanchi torniamo in ostello, ostello che si trova in cima ad una ripida salita (no ancora....) ogni volta arrivarci e' una scalata, ma comunque l'ostello e' davvero bello, pulito, pieno di Backpackers o Mochileros come dicono qui, e il clima e' familiare, pero' vista l'ardua ascesa per arrivarci nessuno va in giro per la citta', e quindi si fermano tutti nella zona comune a chiaccherare o bere birra. Va bene cosi'. Ma trovare spazio su internet e' dura. Domani andremo a fare un giro nella vicina Valle Sacra a vedere un po' di rocce e dovremo reincotrare anche Grace che nel frattempo e' andata nella citta' perduta, poi mercoledi' finalmente, anche io e Noel: Macchu Picchu. Vista la stanchezza cronica che mi sta assalendo in quest'ultima parte di viaggio, visto il dolore alle gambe, viste le poche ore di sonno accumulate, visti i pochi giorni a disposizione per rilassarmi, entrambi decidiamo di andare a Macchu Picchu in treno e di non affrontare uno dei tanti percorsi Inca praticabili, avrei bisogno di almeno altre due settimane per farlo, non le ho e quindi ci andro' con il treno. Ma ci andro'! Abbiamo comprato i biglietti e siamo pronti per la meta, pero' accidenti quanto e' cara!! Adesso mi concedero' un po ' di riposo in ostello, mi preparo mentalemnte per le gite imminenti e poi ci andremo a prendere una birra in citta', il tutto sempre se troviamo le forze!!<br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Il giorno migliore del mio viaggio (fin&#x27;ora). &#x2014; Puno, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203865740/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203865740/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203865740/tpod.html</guid>
    <pubDate>Sun, 24 Feb 2008 13:07:18 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203865740/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Puno, Peru</b><br /><br />Una volta rientrati in Ostello dopo le fatiche, ci ritroviamo con Grace, che nell'attesa si e' fatta anche lei un giro per il ca&#xF1;on, ma lei in autobus, non a piedi! La sera stessa Grace e Noel dovevano prendere l'autobus in direzione Cusco, per cui, non appena fatta una meritata e salutare doccia, decidiamo di andare a  cenare tutti insieme prima di salutarci. Io e Diego rimaniamo una notte ancora in ostello per poi partire insieme alla volta di Puno, sul lago Titicaca. Alle 20 salutiamo Grace e Noel che forse io rivedro' a Cusco e andiamo a dormire. Il gioprno, come al solito sveglia all'alba, prepariamo le valigie e andiamo alla stazione degli autobus per prendere il nostro catorcio fino a Puno. L'autobus doveva partire alle 9:15 e impiegare 5 ore, partira' alle dieci e impiegheremo 7 ore di viaggio, a causa di una foratura. Il tragitto fino a Puno attraversa l'altipiano sudandino, sfioriamo i 5.000 metri e il paesaggio e' suggestivo. Arriviamo a Puno alle 5 del pomeriggio, prendiamo due letti in un ostello, lasciamo i nostri panni sudati in lavanderia e decidiamo di uscire per prenderci una birra. Io avrei voluto passare un po' di tempo su internet per scrivere del trekking e per tenervi aggiornati, ma vado a spiegarvi il perche`del ritardo. <br>Verso le 6 siamo usciti, abbiamo fatto una passeggiata per il centro e verso le 7 ci siamo inbucati in un Pub. Qui abbiamo preso una birra, abbiamo fatto due chiacchere con il proprietario del pub e abbiamo passato un po&#xB4; di tempo. Dopo un'oretta passata a chiaccherare, entrano nel locale due ragazze canadesi, Amy e Laura (credo!). Io e Diego, da bravi latini attacchiamo bottone, ci prendiamo un'altra birretta. Poi un'altra. Il quarto giro, faccio lo sborone e approfittando delle innumerevoli donazioni lo offro io. Al sesto giro di birre, la conversazione diventa divertente, sono gia' le 9 di sera e decidiamo di cambiare bar. Ci infiliamo in un'altro bar e continuiamo maledettamente a bere, stanchi della birra cominciamo con giri di tequile. Ormai ubriachi approfittiamo del sabato per andare a ballare in un locale li' vicino. La serata finisce nel migliore dei modi. <br>Questa mattina mi sveglio presto, saluto Amy che partira' per andare in Bolivia con Laura (credo!) e Diego che ho salutato nel migliore dei modi ieri sera, e vado a prendere il mio biglietto per l'autobus per andare a Cusco, questa volta proseguo il mio viaggio da solo. Vorrei andare anche a vedetre le vicine isole del lago titicaca, ma sono distrutto, ho un cerchio alla testa e non rieco neanche a scrivere, non so se ce la faccio. Pero'  ad essere sincero anche se non vedro le isole questo di Puno e' stato decisamnte il giorno migliore del mio viaggio (fin'ora). <br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Faticosamente felice, orgogliosamente distrutto! &#x2014; Cabanaconde, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203575400/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203575400/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203575400/tpod.html</guid>
    <pubDate>Sun, 24 Feb 2008 10:08:23 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203575400/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Cabanaconde, Peru</b><br /><br />L'attesa fino all'arrivo del taxi che ci avrebbe portato all'autobus, non e' stata cosi' traumatica. Tra qualche chiaccherata e una partita a scacchi l'ora e' arrivata abbastanza in fretta. Verso mezzanotte Jorge ci ha presentato la nostra guida, Alain (che si pronuncia Alain con l'accento sulla i) un ragazzo di 24 anni, madrelingua Quechua e conoscitore delle piu' strampalate storie sugli Inca, insieme a lui abbiamo atteso l'arrivo del taxi, nel mentre ci ha spiegato il percorso e anticipato gli orari dei vari giorni, sembra facile a detta sua. Sembra!. L'una di mattina. Si parte! Il taxi ci porta alla stazione degli autobus da dove parte il nostro carrozzone, ci aspettano 5 ore di viaggio fino al campo base, Cabanaconde, 3.300 sul livello del mare e distante 120 Km da Arequipa. Tutti ci aspettiamo di poter dormire sull'autobus, sono 5 ore di viaggio ed e' l'una di mattina, purtroppo `pero' i 120 Km che ci separano da Cabanaconde sono tutti  (e dico tutti) di strada sterrata e l'autobus e' un catorcio! Durante il viaggio sembra di stare in guerra, ogni buca e' un colpo di mortaio che colpisce il nostro mezzo di trasporto sorretto solamente dalla forza delle imprecazioni strette tra i denti di ciascun passeggero, me compreso! Non riusciamo a chiudere occhio. Arriviamo al campo base alle 6:30 di mattina, in orario (maledetto autobus). Cabanaconde e' un villaggio di 1000 anime sperduto nel buco del culo del ca&#xF1;on piu' profondo del mondo, case diroccate e strade sterrate sono le immagini che vediamo all'arrivo, pero' la giornata sembra soleggiata. Si comincia. Alain ci porta a far colazione a base di uova strapazzate e marmellata e dopo, con una naturalezza disarmante cominciamo la nostra avventura. Il primo giorno prevede una discesa nel ca&#xF1;on dai 3.300 metri di Cabanaconde ai 2.020 del primo accampamento. La discesa e' ardua, ripida e faticosa. Il sole batte inesorabile e alla fine il mio collo, le mie orecchie e le mie braccia ne risentiranno. Durante la discesa, tuttavia, Alain ci illustra una serie di piante utilizzate dagli Inca per scopi medicinali e non, la giornata e' bella e riusciamo a vedere l'immenso spettacolo che offre il ca&#xF1;on, il fiume che scorre ai piedi delle montagne disegna traiettorie sinuose tra le vette che superano i 6.000 metri, la roccia ospita una serie impressionante di piante dal busto basso ma tuttavia rigogliose vista l'altitudine, i i cactus dominano la vista. All'improvviso, distratti da un fischio nell'aria, alziamo la testa e veniamo ripagati delle fatiche che ci aspettano nella giornata. Con la sua eleganza e la sua fierezza, sorvola le nostre teste un Condor, unico ed incontrastato padrone del ca&#xF1;on, Alain ci spiega che non e' facile vedere il Condor da quelle parti e quindi questo rappresenta un presagio di buona sorte. Vedremo! La discesa prosegue ripida, le ginocchia scricchiolano e le giunture gridano vendetta, ma proseguiamo. L'ultimo tratto prima di arrivare al villagio che ci ospitera', ci massacra, una ascesa di una mezz'ora che mette a dura prova le nostre forze. Ma ce la facciamo. Copriamo i 12 kilometri del primo giorno in 6 ore, di pura discesa, tranne l'ultimo tratto. Faticoso. Arriviamo al villaggio alle 13:00, giusto in tempo per il pranzo, di eccellente fattura, a base di pollo al vino rosso e zuppa di mais, ma e' dalle 9:30 di mattina del giorno prima che non dormiamo, siamo distrutti. Il villaggio che ci ospita e' magnifico. Una manciata di case abitate da due famiglie che vivono di agricoltura, caccia e pesca, in mezzo alle montagne, senza luce elettrica, con un unico bagno per tutto il villagio e un'unica cucina. La cosa divertente (se cosi' si pou' dire...) e' che le due famiglie sono di religioni differenti, una cattolica e laltra evangelica, per cui non si parlano molto. In mezzo alle montagne, senza nessun contatto con il mondo esterno, questi non si parlano! Che strano il genere umano. La (bellissima) caratteristica del villagio sono delle sorgenti di acqua termale che sgorgano proprio vicino al fiume. Acqua alla termperatura di 37 gradi che rilassa le nostre mebra dopo la faticosa camminata. Restiamo in acqua due ore! Che spettacolo. Alla fine del meritato bagno, Alain ci porta le nostre canne da pesca per permetterci di guadagnarci la cena. Non so cosa sia successo, ma fatto sta che in meno di un'ora, sia io che Noel che Diego abbiamo gia' pescato il nostro cibo, una bella trota ciascuno da divorare non appena sarebbe calato il sole. Felici della pesca, stanchi della camminata ci buttiamo un po' sullenostre brande in attesa della cena, che sara' ottima, forse perche' affamati o forse perche' orgogliosi della pesca. La cena al lume di candela e piacevole, facciamo anche una chiaccherata con una delle signore del villaggio che di racconta della sua vita in citta' prima di trasferirsi nel villaggio, vorrei scattarle una foto, ma e' adesso che mi accorgo di essermi dimenticato di caricare la macchina fotografica (vi ho mai parlato del mio problema) e quindi le batterie sono morte e non potro' documentare il resto della gita nel ca&#xF1;on. Distrutti dalla giornata alle 20 siamo gia' nella nostra palapa, dopo 5 ore di massacrante viaggio in autobus, dopo 6 ore di devastante camminata, dopo 2 ore di acque termali, dopo la pesca, sveniamo sulle nostre brande fatte di canne di bambu' e paglia. <br>L'indomani sveglia alle 5:30 a.m., abbondante colazione a base di crepes alla banana e dulce de leche e yogurt alla fragola con cereali andini, accompagnato dall'immancabile mate di coca, alle 6:30 via altra camminata. Questa tappa e' per cosi' dire nervosa, un continuo saliscendi, che ci porta dai 2.020 metri s.l.m. del villaggio ai 2.200 di un'oasi nel cuore del ca&#xF1;on, passando attraverso un passo in quota 2.800. La fatica si fa sentire, la prima salita che ci porta in cima al passo mi trafigge i muscoli delle gambe, sudo come se fossi in una sauna e riesco a bagnare tutte le magliette che mi sono portato dietro. Non si asciugheranno piu'! A meta' tragitto vediamo nuovamente dei condor volare sopra le nostre teste, sono 4, Alain continua a dire che e' un buon presagio, io invece credo che siano qui aspettando la nostra morte, sorvolano le nostre teste con l'acquolina in bocca, aspettando il momento di  vederci stramazzare al suolo. Non  mi avrete! Arriviamo all'oasi dopo 5 ore di camminata in continuo saliscendi, l'oasi non ha luce elettrica e non ha acqua calda, per cui lasciamo asciugare il sudore sui nostri corpi vicino ai fornelli della cucina, e non ci laveremo fino al ritorno ad Arequipa, lascio immaginare l'olezzo scaturito dalla nostra presenza. L'oasi e' un posto meraviglioso nel cuore pulsante del Ca&#xF1;on, tappa obbligata per ogni viandante che voglia avventurarsi nel ca&#xF1;on del Colca. Ma la giornata e' uggiosa, la Garua (nebbiolina fitta) copre la vista e il verde rigoglioso dei dintorni. Peccato. Il pomeriggio lo passiamo a lenire i dolori della camminata in attesa della cena. Cena anche in questo giorno ottima. Alain ci prepara con maestria della carne di alpaca, cucinata alla maniera andina che appaga la nostra fame e la nostra caaminata. Bravo! Finita la cena cominciamo a temere per il domani. L'ultimo giorno sara' un tentato omicidio! Dopo qualche chiaccherata del`piu' e del meno, di politica, viaggi, donne e droghe, con Diego e Noel, andiamo a dormire come al solito non appena si fa buoio, dopo qualche birra consumata al lume di candela. <br>Ultimo giorno! Una lenta e dolorosa tortura! Sveglia alle 2:30 a.m. (due e mezzo di mattina...cazzo!) per riuscire ad tornare al campo base in tempo per far colazione e prendere alle 7 l'unico (unico!!) autobus che ci avrebbe riportato ad Arequipa. Prima di cominciare a capire che cosa stava succedendo Alain ci butta fuori dalla nostra palapa e ci trascina per il ripido sentiero del ritorno.  Alla sveglia ci troviamo a 2.200 metri, dobbiamo risalire la montagna fino ai 3.300 del campo base. Fare 1.100 metri in orizzontale e' un gioco da ragazzi, farli in verticale, e' crudelta'!!! Comincia l'ascesa, nel buio piu' totale della pancia del ca&#xF1;on, tra rospi in ogni dove, insetti piu' disparati e merda di mulo in ogni pertugio praticabile (quei maledetti animali vanno ovunque). Dopo due ore di inesorabile risalita, sono a pezzi, non ce la faccio! Alain sembra non sentire la fatica e sale come una capra, io non ce la faccio! Stringo i denti e preseguo, Diego e Noel stanno nella mia medesima condizione, non abbiamo nulla di asciutto addosso, fa freddo e la garua rallenta il nostro respipro, non si vede un cazzo, il tutto e' micidiale. Fatico. Arranco. Barcollo. Bestemmio! Ce la devo fare. Ce la posso fare! Tre ore di cammino e il sentiero non sembra appianarsi, quelle maledette rocce mi guardano in faccia deridendomi. Ce la devo fare! Sento solo il battito accelerato del mio cuore e il mio repsiro affannoso. Ce la devo fare! Alle 6:00, dopo piu' di tre ore di cammino in verticale Alain orgoglioso ci da la mano e ci conferma che la salita e' finita, adesso solo 30 minuti di cammino ci riportreanno al campo base, in piano. Ce l'ho fatta!!! Torniamo a Cabanaconde, facciamo una abbondante colazione e strisciamo fino all'autobus che ci riportera' ad Arequipa. Che fatica!!! E' finita! Siamo tornati sani e salvi, per alcuni momento ho dubitato, ma siamo tornati. Grazie! Al ritorno ci fermiamo in un altro villaggio cedl ca&#xF1;on dove consumiano un lauto pasto..alle 2 del pomeriggio riprendiamo un altro autobus, un altro catorcio e riusciamo a tornare ad Arequipa in tempo per la cena. Alla fine di questi tre giorni, sono a pezzi, le gambe mi fanno male, la schiena non la sento piu', i miei tendini sono in sciopero, ma in fondo sono fiero di avercela fatta. Peccato solo di non aver fatto molte foto e delle giornate uggiose. Ma mi sento faticosamente felice e orgogliosamente distrutto! <br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>Oggi sono commosso!! &#x2014; Arequipa, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203466560/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203466560/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203466560/tpod.html</guid>
    <pubDate>Tue, 19 Feb 2008 20:23:05 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203466560/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Arequipa, Peru</b><br /><br />Arequipa e' una citta' bellissima! La carettiristica principale della citta' bianca e' l'architettura prettamente coloniale e l'utilizzo, come roccia da costruzione, della Sillar, una roccia vulcanica simile alla pomice ma molto piu&#xB4;resistente, da latteo colore bianco, da cui deriva il soprannome della citta'. La prima serata ad Arequipa e`passata girando per le strade in compagnia di Noel, di Diego e della ragazza Australo-asiatica che poi ho scoperto chiamarsi Grace, non kristel come avevo sbadatamente capito. Abbiamo mangiato un boccone, e' ho onorato la donazione di Michele scegliendo un buonissimo piatto a base di manzo, verdure e una sorte di salsa al peperoncino, il tutto innaffiato da una gelata birra cusque&#xF1;a, strepitoso! Grazie di nuovo! Tra le varie chiacchere sono stato convinto ad emigrare in Australia, dove e' praticamente un abitudine prendersi un anno di ferie per girare il mondo, senza preoccuparsi del lavoro, perche' tanto al ritorno ti aspettano a braccia aperte, in piu' Grace lavora per l'ufficio immigrazione di Sidney e quindi.... Durante la serata pero' Grace comincia a dire che il trekking per lei non e' adatto, che le fa male un ginocchio, che il gomito le fa contatto con il femore, che ha le papille gustative in avaria.....insomma non viene piu', lo sapevo! In ostello in piu' scopriamo che anche i due ragazzi argentini hanno dato forfait, hanno abbandonato, e con loro scompare anche la mia possibilita' di parlare un po' in spagnolo durante il trekkimg, ora solo inglese, sigh!. Siamo rimasti Io, Diego e Noel a voler andare, Jorge ci dice che non e' un problema, anziche' andare con un furgoncino privato possiamo andare con i vari collectivos, ma il giro lo possiamo fare lo stesso, ci guardiamo negli occhi, tutti e tre sappiamo la risposta! Si va lo stesso, stanotte si parte e non avrete mie notizie per i prossimi tre giorni!!!<br>Il giorno dopo (oggi) lo prendiamo con calma, nessuna sveglia, abbondante colazione e giro per la citta'. Siamo sempre io, Noel, Grace e Diego. Decidiamo di fare un giro per il rutilante mercato di Arequipa. Uno spettacolo, un esplosione di odori, personaggi, scorci e colori da far girare la testa, in piu' la cosa che colpisce e' la disarmante genrilezza del popolo arequipe&#xF1;o, disponibile, sorridente, orgoglioso, non assalta il turista, ma lo lusinga in cerca di qualche sol. Inoltre il popolo della citta' bianca e' inventore dei piu' strampalati commerci: tra una bancarella e l'alttra ecco che compare il venditore di lacci di scarpe, un uomo completamente ricoperto di lacci che vende per pochi soles, oppure puoi trovare il venditore di telefonate, costui (ogeneralmente costei perche' sono quasi tutte donne) gira con due o piu' telefoni cellulari legati da una catena ai polsi e vende le telefonate ai passanti, 0.50 sol al minuto (12,5 centesimi di euro), proprio cosi', si puo' comprare semplicemente l'uso del telefonino, che rimane sempre legato saldamente al polso del venditore. Poi passiamo difronte ad una bancarella abbastanza "caratteristica", tra le varie pozioni in esposizione ci salta subito agli occhi una scritta "Jugo de Rana". Jugo de Rana? Succo si Rana? Si proprio cosi', quello che la bancarella vendeva era un intruglio a base di un frullato di RANA! Io, diego e noel ci guardiamo e, come dei bambini difronte ad un nuovo gioco, decidiamo di provarla. Grace scappa a gambe levate!! La caratteristica e' che ci si trova di fronte ad una vasca contenente le rane e si puo' scegliere `la propria da "bere", noi scambiamo due chiacchere con la venditrice, ci facciamo spiegare come scegliere la migliore, e quindi scegliamo la nostra vittima, la signora la prende con socurezza per le zampe posteriori, la sbatte con un colpo deciso sullo sgabello su cui siede, con una tecnica precisa toglie la pelle e le interiora che deposita in un contenitore (non le butta!!) e poi getta il corpo scorticato della rana in una pentola con acqua bollente e miele, quindi prepara il frullatore, comincia a buttarci dentro nell'ordine: malto, uova di quaglia (intere!!!!), cannella, miele e altri ingredienti di cui non so e non voglio sapere nulla. Non appena le rane sono pronte le getta con tutto il brodo nel frullatore e lo fa andare per qualche secondo. Poi sciacqua un bicchiere e ci filtra dentro il contenuto del frullatore ancora caldo e lo pone sul bancone tra me, Noel e Diego. Ci guardiamo. L'aspetto e' orripilante. Una poltiglia densa e marroncina che decisamemte non sembra saporita. Per qualche istante guardiamo il bicchiere senza fiatare, mi faccio coraggio e prendo iniziativa, afferro il bicchiere, stringo la mano ai miei compagni di viaggio e via un bel sorso!!! Che dire..Al primo assaggio sa di malto, ma basta attendere un po' e il sapore salato e un po' paludoso della rana fuoriesce, fa SCHIFO! Tremendamente schifo! Forse e' una delle cose piu' schifose che abbia mai ingerito, ma finiamo tutto il bicchiere, non ne lasciamo nanche una goccia, era una prova di forza, nessuno l'ha fallita, ma tutti e tre siamo sicuri di una cosa, MAI PIU'! Per sciacquare la bocca decidiamo di andare a mangiare qualcosa di "normale". Solito caldo di gallina!. Il giro per il mercato prosegue tra porcellini d'india, vivi pronti da cucinare, cani (no questi non li mangiano), e ogni tipo di spezia che la terra peruviana possa offrire. Usciti dal mercato ci dividiamo: Io, Noel e Grace andiamo a vedere il monastero di Santa Catilina, Diego invece fa tappa al museo andiano. Il monastero e' molto interesante, una citta' nella citta', 20.000 mq di celle, chiese, cantine e sale ornate di tutto punto con prestigiosi quadri di epoca coloniale, l'architettura coloniale non manca e la visita risulta interessante. In piu' all'ingresso del monastero incontriamo la gita di Italiani che avevo incontrato quache giorno  prima a Pisco, mi fanno le feste, mi tempestano delle solite domande, ma stavolta mi offrono lora la guida, per cui il percorso attraverso il monastero lo facciamo con la guida in Italiano, e la mia conseguente traduzione di tutte le spiegazioni in inglese ai miei due compagni di viaggio, che fatica!!! Ma molto bello e utile per l'inglese, che comunque fa schifo! All'uscita dal monastero saluto la gita torinese, che mi invita ad andare con loro a Puno, ma il mio imminente trekking per il ca&#xF1;on mi dispensa dal dover accettare. Grazie lo stesso! Sono le 16, dobbiamo stare in giro fino all'1 perche stanotte siamo senza ostello, e scegliamo di andare a vedere un'altro museo, stavola la guida e' in inglese (par condicio) . Il museo ospita alcuni dei corpi rinvenuti tra i ghiacciai dei vicini vulcani, sono i corpi dei bambini o fanciulle sacrificati dalle popolazioni inca in nome delle divinita' locali, anche questo giro risulta interessante ma tralascio la descrizione.<br>Dopo di che il nostro unico interesse e' trascorrere il tempo fino alla partenza, abbiamo lasciato gli zaini all'ostello, dove solo Grace continua ad avere un letto, e cercheremo di ammazzare un po' il tempo, io scelgo di stare un po' su internet, e da qui vi scrivo. Questo sara&#xB4;l'ultimo post per il prossimi tre giorni, nel ca&#xF1;on non avremo internet, quindi state tranquilli se non mi sentite. L'ultima cosa che volevo dire prima di chiudere e' che siete tutti grandissimi!!! Grazie per le innumerevoli donazioni che onorero' al meglio, grazie per i commenti che mi commuovono, grazie per seguire il mio viaggio che ogni giorno e' scoperta, insomma grazie a tutti e vi prometto che tutto questo non verra' mai dimenticato, in due parole: oggi sono commosso!! <br />
    ]]></content:encoded>
</item><item>
    <title>In vista di Macchu Picchu &#x2014; Arequipa, Peru</title>
    <link>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203367140/tpod.html</link>
    <comments>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203367140/tpod.html#comments</comments>
    <category>Travel Blogs</category>
    <guid>http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203367140/tpod.html</guid>
    <pubDate>Mon, 18 Feb 2008 16:43:41 -0500</pubDate>
    <description>Dagli appennini alle Ande</description>
    <content:encoded><![CDATA[
        <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="10" align="right" width="250">
            <tr><td valign="top" align="center">
                <div style="width:250px; border:2px solid #eeeeee;"><a href="http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/baldolino/1/1203367140/tpod.html">Jump to the full <br />entry &amp; travel map</a></div><br />
            </td></tr>
        </table>
        <b>Arequipa, Peru</b><br /><br />Come ogni strada sudamericana che si rispetti, la panamericana non e' per nulla invasiva, segue il territorio senza ferirlo, lo atttraversa ma quasi rammaricandosene. Qui come in tutto il sud america, la strada fa parte del paesaggio, non ci sono ponti, cavalcavia, tunnel o latro che deturpino la vista, la strada si fonde con la roccia e la sabbia intorno, una lunga e sinuosa lingua di asfalto che segue le asperita' del terreno. Ecco perche`per fare i 600 km che separano Arequipa da Nasca impieghiamo tutte le 10 ore preventivate!!! Ma devo dire che l'autobus e' veramente comodo e silenzioso per cui riesco anche a dormire, e tutto sommato il viaggio non e`stato pesante. All'arrivo ad Arequipa, io e Noel facciamo amicizia con Diego, un colombiano che vive negli states da quando aveva 12 anni, Cristel, una Australiana di chiare origini asiatiche e Manuel e Estrella una coppia argentina che sta viaggiando per il peru', tutti insieme decidiamo di prendere un "collectivo" che ci portera' all'ostello prescelto. La posada del puente, dove per 4 euro ci danno il nostro bel letto in camerata e tutti componiamo una grande famiglia! Si comincia un po' a chiaccherare sui vari viaggi che ognuno sta facendo, e come al solito sento: Diego che praticamente gira per il sud america senza meta precisa, lavora ogni tanto qua e la e poi se la gode, Cristel che come ogni australiano nella vita sta girando da sola per il mondo, e Manuel e Estrella che poverini si fanno solo due settimane tra Arequipa e Cuzco, e poi ci sono io che ormai parlando solo in inglese e spagnolo non ci capisco piu' niente, nemmeno da quanto tempo sono in viaggio. Continuando a parlare del piu&#xB4;e del meno si decide con entusiasmo tutti insieme di affittare un furgoncino con una guida e di passare 3 giorni di trekking nel vicino canyon del Colca. Detto fatto! Parliamo con Jorge, l'oste, e lui ci disegna tutto il percorso, partenza in furgoncino all'una della mattina (1 a.m. non mi sono sbagliato!), discesa di 4 ore a piedi nel canyon, osservazione del volo del condor, bagno a 3000 metri nelle acque termali, pesca ( e chi non pesca, non mangia...) dormita in un villaggio inca, di nuovo camminata di 6 ore per risalire il canyon, accampamento in una oasi nella vallata, camminata si 2 ore e ritorno ad Arequipa. Che mazzata!!! Pensavo di rimanere ad Arequipa solo due giorni, ma faro' un cambiamento di programma. Moriro'! Deciso tutto questo si fa l'ora di pranzo, io e Noel abbandoniamo la famiglia e andiamo a mangiare un boccone, la giornata segue girando per la citta' e proteggendoci dalla pioggia! Gia' perche' nel frattempo ha cominciato a piovere, il terrore che anche nel canyon piova sale, pensare di farsi 3 giorni sotto l'acqua mi spaventa non poco, ma in fondo se mi spaventa un po' di pioggia che sono venuto a fare! Il resto della giornata e' di  transizione in attesa del grande giorno, sara' una buona palestra in vista di Macchu Picchu. <br><br>Per oggi vista la giornata piovosa e di transizione non ho molto altro da aggiungere, per cui aprofitto del post per ringraziare tutti quelli che hanno lasciato dei commenti, Donato, Carlo, Ale, Fabio, Cristina, Paola, Michele, Guzzo, Gabriele, mia Mamma, Tiziana, Massi e Rocco. Mi spiace non rispondere a tutti ma cerco di concentrare l'ora di internet sulle mail, ma sappiate che ogni vostro commento mi riempie di gioia e mi fa apprezzare sempre di piu' il viaggio. Un ringraziamento particolare pero' lo devo a Michele Carpentieri, come unico (finora) sostenitore finanziario del mio viaggio, sappi che investiro' in tuoi soldi nel piu' bel pasto del Peru', e di sicuro con il resto mi ci faccio una bella birra, fresca, dissetante e senza dubbio in tuo nome. Grazie!<br><br>Colonna sonora del viaggio di oggi:<br><br>Bush: Glicerine<br>Pearl Jam: Given to fly<br>Staind: It's Been a While<br>Paolo Nutini: new shoes<br>Jovanotti: La voglia di liberta'<br>Persiana Jones: Tremarella<br />
    ]]></content:encoded>
</item></channel>
</rss>